L'Atalanta sotto i raggi X. Difesa, centrocampo, attacco, ecco cosa non va.

09.10.2018 04:25 di Luca Ronchi  articolo letto 2812 volte
Fonte: Gazzetta dello Sport
L'Atalanta sotto i raggi X. Difesa, centrocampo, attacco, ecco cosa non va.

DIFESA

TROPPI GOL PRESI DA PALLA INATTIVA QUANTO PESA
L’ADDIO DI CALDARA

Giocare contro l’Atalanta è sempre stato difficile anche per i grandi club. Pressione a tutto campo, una serie di duelli individuali e, dopo che alla fase di non possesso avevano partecipato anche centrocampisti e attaccanti, entravano in scena i difensori. Così, segnare alla Dea non era per nulla facile e venivano esaltate le caratteristiche dei tre marcatori schierati davanti al portiere. In estate, però, è stato ceduto Mattia Caldara e la sostituzione del difensore passato prima alla Juve e poi al Milan non è semplice. Non si tratta solo di qualità individuali: Gianluca Mancini è bravo, l’anno scorso ha già assaggiato la Serie A, però ha bisogno di continuare il suo percorso di crescita e comunque, a parità di età, Caldara dava più garanzie di lui. Djimsiti è una discreta alternativa, ma il difensore più utilizzato insieme a Toloi e Masiello è naturalmente Palomino. L’argentino è esperto e forte fisicamente, ma non ha la stessa abilità di Caldara nel guidare il reparto. Senza Mattia, tra l’altro, l’Atalanta si scopre vulnerabile sulle palle inattive: in tutto il campionato scorso i nerazzurri avevano incassato appena 9 gol da fermo, in questo campionato siamo già a quota 6. Nessuno ha fatto peggio. E nelle partite equilibrate come quella di domenica con la Sampdoria gli episodi fanno la differenza: sul calcio d’angolo di Ramirez, Tonelli è andato a staccare senza che nessuno si opponesse o gli desse fastidio. L’anno scorso certe cose non accadevano: Caldara non c’è più, l’attenzione però si può ritrovare. Anzi, si deve.

CENTROCAMPO

PASALIC A LEZIONE DA GASPERINI
SULLE FASCE MANCA LA QUALITÀ

Il centrocampo è il reparto che negli anni è stato smembrato e ricomposto più spesso. Sono andati via Gagliardini, Kessie e Cristante tra i centrali, Conti e Spinazzola sulle fasce. L’anello di congiunzione è Freuler, che però sta pagando il Mondiale: la sua condizione atletica è deficitaria. De Roon sembra confuso, il contesto lo penalizza. Gasperini ha capito che qualcosa lì in mezzo non funziona e nelle ultime due partite, pur utilizzando gli stessi uomini, ne ha cambiato la disposizione. A Firenze Freuler ha giocato sorprendentemente in posizione più avanzata mentre Pasalic era più o meno in linea con De Roon. Contro la Sampdoria il tecnico nerazzurro ha invertito Freuler e Pasalic, ma il giovane croato non ha finora mostrato doti caratteriali e tattiche all’altezza di quelle tecniche. Per giocare nell’Atalanta, e in quella posizione, serve una maggiore cattiveria, un’interpretazione più fisica e una lettura più rapida delle situazioni per arrivare in area smarcato e sfruttare la libertà per segnare. Urgono ripetizioni nel laboratorio di Zingonia.
L’altro grande problema riguarda le fasce, dove Hateboer, Gosens e Castagne tecnicamente non sono all’altezza di chi li ha preceduti. E anche quando sono chiamati a svolgere un lavoro prevalentemente difensivo, sbagliano i tempi della pressione e non riescono a schermare la difesa. Insomma, anche sulle corsie esterne bisogna lavorare moltissimo.

ATTACCO

ATALANTA, SERVE IL VERO ILICIC ZAPATA-GOMEZ IN CERCA DI INTESA

L’assenza dello sloveno ha pesato nell’avvio di stagione Papu alterno, Duvan in crescita

Il calcio non è fatto a compartimenti stagni. Se la difesa prende gol, significa che qualcosa non funziona anche fuori dall’area; e se l’attacco non segna, vuol dire che le punte troppo spesso devono arrangiarsi da sole. L’Atalanta non realizza una rete dal recupero della sfida di San Siro con il Milan: sono passate altre tre partite e le difficoltà in fase offensiva persistono. A parte le prime due giornate, i nerazzurri hanno segnato una sola volta su sei incontri. Detto che la scarsa qualità sulle fasce incide sulla scarsa produzione di palle-gol, non si può sottovalutare quanto pesi la lunga inattività estiva di Ilicic, che dopo i problemi fisici è lontanissimo dai suoi livelli migliori. Ilicic darebbe qualità e imprevedibilità alla manovra, oltre alla precisione nelle conclusioni da fuori.

DIFFICOLTà In attesa dello sloveno, servirebbe un contributo più incisivo dagli attaccanti: Gomez (3 reti) offre un rendimento alterno anche perché deve abituarsi a giocare con un centravanti come Zapata, molto diverso da Petagna. Duvan è apparso in crescita con la Sampdoria, ma è ancora a quota zero come Barrow. Rigoni ha già colpito 3 volte ma deve ancora completare l’inserimento nei meccanismi nerazzurri. Da questo punto di vista è naturalmente nefasta l’eliminazione dall’Europa League: ci sono molte punte, ma giocando poco è difficile trovare la forma.