La stampa "Ce la su con l'Atalanta". Leggete e godete

27.04.2019 18:04 di Luca Ronchi   Vedi letture
La stampa "Ce la su con l'Atalanta". Leggete e godete

Alla faccia di quelli che si irritano se i media nazionali si permettono da 3 anni di parlare dell'Atalanta e di stendergli tappeti rossi, ecco un altro ennesimo pezzo della Gazzetta che sembra scritto da un tifoso talebano, più che da un giornalista che dovrebbe per professione mantenere l'equilibrio dei giudizi.

«Tutte le strade portano a Roma» è uno dei detti più famosi. Al termine del 2-1 sulla Fiorentina, era un must per i tifosi dell’Atalanta. Lo ripetevano continuamente. Chi cantando, chi addirittura urlando. Pure sussurrandolo appena, sembrava ci fosse il timore di svegliarsi da un bel sogno. Come hanno fatto a tener la voce bassa, lo sanno solo loro. Nonostante il diluvio e il clima autunnale, al Comunale c’era un calore unico. Un vero catino, sembrava di essere in Sudamerica. Circa 18.000 spettatori (2.200 quelli viola) esaltati per ciò che ammiravano in campo: Ilicic fenomeno, Gomez meraviglioso trascinatore e uno Zapata che fa paura con la sola presenza. E ancora: che diga Freuler-De Roon, esterni che fanno su e giù per la fascia e difensori che si scambiano posizione come se nulla fosse. Senza dimenticare Gollini, da un po’ sui suoi pali c’è scritto: «Ripassare». Il protagonista è il mago in panchina. Il 15 maggio uno stadio intero si sposterà all’Olimpico, e se succede a lui va gran parte del merito.

CLUB MODELLO Leggendo queste frasi, qualcuno penserà: «Esagerati». Probabilmente avrebbe ragione, nei giudizi l’equilibrio è fondamentale, ma per una volta si potrebbe eludere la regola. Perché Bergamo vuol dire divertimento. Lì c’è un qualcosa di diverso che trasforma in positivo anche le situazioni (sportivamente parlando) catastrofiche. La notte di Copenaghen avrebbe potuto ammazzare chiunque, altrettanto la crisi successiva (2 punti in 6 turni di Serie A). Invece prendono sempre il buono, stringono i denti e ci si rialza. Nessun caso di spogliatoio (nel caso ci fosse stato, bravi a contenerlo), una proprietà lungimirante (bilancio chiuso in utile per 3 anni consecutivi) e un allenatore mai messo in discussione. Anche all’inizio: ricordate quando prima dell’1-0 al Napoli (ottobre 2016, gol di Petagna) il Gasp «era più di là che di qua»?

ESODO STORICO Oggi, ripensandoci, vien quasi da sorridere. Come può essere in bilico un signore che a Zingonia ha stravolto il concetto di obiettivo (addio salvezza, benvenuta Europa), valorizzato un talento dopo l’altro e garantito plusvalenze pazzesche? Tutto ciò ripartendo ogni volta, nonostante le (eccellenti) cessioni. Se non è un Mago lui, chi dovrebbe esserlo? «Gasperini salta con la curva!». Più che un coro, ormai un leitmotiv per la Nord.