Le capre sospettose non si fermano nemmeno davanti alla morte:"Si doveva giocare". "Chissà cosa c'è sotto"

04.03.2018 18:06 di Luca Ronchi  articolo letto 2908 volte
Le capre sospettose non si fermano nemmeno davanti alla morte:"Si doveva giocare". "Chissà cosa c'è sotto"

Sempre più convinto che è meglio chiudere i battenti del sito. D'ora in avanti troverete qualche opinione sui generis fino a giugno e poi dopo 10 anni, per la gioia di tutti, chiude l'unico sito obiettivo, onesto, sincero, tornerete padroni della piazza, potrete leggere quello che volete sentirvi dire, con gli omertosi che da Zingonia, per quieto vivere e perchè devono continuare a leccare il culo, non vi diranno mai nulla di ciò che accade dietro le quinte.

Sono sempre dalla parte del tifo genuino, passionale, sano, ma le capre non ho più voglia di sentirle belare ne farneticare sui social gettando merda contro al tifo vero e a una società che negli anni è cresciuta decisamente sotto tutti i  punti di vista. In molte piazze si vive il calcio in modo sereno, qui come a Napoli, ci sono i primitivi

Nemmeno di fronte alla morte di Astori, queste capre hanno avuto la dignità di tacere:"Si doveva giocare". Ma coglionazzi che non siete altro, se vi muore un amico un'ora prima di una partita, con che spirito agonistico entrereste in campo? Sono uomini con sentimenti, non robot. Pezzenti!

"Chissà cosa c'è e sotto". Come se si volesse insinuare cause  di doping o altro. Il calcio ha mille difetti, a partire da questi poveri mentecatti che andrebbero messi sotto vuoto, ma se c'è un campo in cui possiamo insegnare a tutto il mondo, è quella della prevenzione medica. Abbiamo salvato negli anni decine di carriere e soprattutto vite. Ultimo in ordine cronologico proprio un giocatore belga che aveva firmato per l'Atalanta, Foket.