Manfredini:"Atalanta un modello, tornerà in Europa. Con la Spal un bel 3 a 3 divertente"

12.09.2018 12:50 di Luca Ronchi  articolo letto 2141 volte
Fonte: Gazzetta dello Sport
Manfredini:"Atalanta un modello, tornerà in Europa. Con la Spal un bel 3 a 3 divertente"

In questi giorni nulla potrebbe metterlo più in difficoltà di un pronostico secco per lunedì. A confronto, i grandi attaccanti affrontati in carriera diventano piccoli piccoli: «Non potete iniziare con questa domanda!», dice ridendo. E in effetti, avrebbe anche ragione. Dura schierarsi per chi, come Thomas Manfredini, è bandiera atalantina con sangue biancazzurro: «Impossibile tifare per l’una o per l’altra. Facciamo così: un bel pareggio e tutti contenti». A Bergamo 140 partite ufficiali, ma tutto iniziò in maglia Spal, con cui ha trascorso una vita fino al passaggio all’Udinese: «Con l’Atalanta ho dato il meglio, a Ferrara sono nato e cresciuto». Oggi, invece, si occupa di tutt’altro: «I due infortuni al tendine di Achille (maggio 2015 e gennaio 2016) sono totalmente superati, finalmente cammino bene. Sono un driver, la mia grande passione. Tornare in futuro nel calcio? Non chiudo a nulla».

Magari proprio a Bergamo.

«Da gennaio 2013, quando andai via, non c’è mai stata occasione. Gli ultimi due anni post-carriera hanno rappresentato uno stacco totale da questo mondo, pensavo solo a guarire e ai cavalli. Ora mi sento bene, sono pronto. Vedremo...».

Atalanta-Spal: sensazioni?

«Per me le squadre più importanti. Entrambe arrivano bene a questo match, nonostante l’eliminazione in Europa dei nerazzurri. Di certo saranno 90’ divertenti».

Quanto ha pesato Copenaghen?

«Il k.o. in Danimarca è stato un duro colpo, in primis a livello psicologico. E col Cagliari si è visto. Ma credo siano stati solo degli episodi, c’è il potenziale per tornare subito in Europa».

Anche la Spal è partita forte.

«Calciatori messi benissimo in campo, un bel gioco, meccanismi collaudati. Dopo la salvezza si è adattata in pieno alla A, con anche acquisti di livello».

Tra questi Petagna, l’ex più atteso.

«Eravamo insieme a Vicenza nel 2015, lo conosco bene. Non so quali siano stati i motivi dell’addio, forse l’Atalanta ha preferito puntare su attaccanti più adatti alla finalizzazione, come Barrow e Zapata. Andrea gioca più per la squadra, ma è forte e lo dimostrerà anche lì».

Dove Semplici è una garanzia.

«Un vincente che fa la differenza, sta facendo cose straordinarie».

Stesso discorso per Gasperini?

«Lo dicono i risultati. È un tecnico completo: super tatticamente, tecnicamente e a livello mentale. Riesce a mantenere alta la tensione, tutti si sentono importanti. È basilare in una squadra con tante alternative».

L’Atalanta è realmente una macchina perfetta?

«Faccio fatica a trovare un qualcosa di negativo. La crescita, dai vertici societari al campo, è costante. Hanno ceduto giovani di valore a cifre elevate, ma il livello è rimasto intatto. Questo è il segreto. Un club-modello».

Anche la sua Dea non era male.

«Ma quella attuale è superiore, Gasperini ha più alternative. Noi eravamo un bel gruppo, ma ora si punta subito all’Europa. La salvezza è superata».

Focus sui singoli: Gomez.

«È il Doni della mia Atalanta. Completo, di un’altra categoria. Leader in campo e fuori. Ha fatto bene a restare, Bergamo è casa sua. In questo mondo, a volte, il denaro non è decisivo. E lui l’ha dimostrato».

Toloi, Palomino e Masiello.

«Per rendimento, una delle difese più forti d’Europa. Giocano alti, partecipano al gioco, saltano di testa e segnano. Sono completi. Merito anche di un tecnico moderno, che pretende che i difensori siano parte attiva negli undici».

L’ex Caldara?

«Scommetto su di lui a occhi chiusi: Gattuso deve lanciarlo senza timori».

Mancini?

«Non esiste club migliore di questo per crescere. Può essere il futuro e Gasperini, che lo ha già scelto per sfide importanti, crede molto in lui».

Eppure alcuni talenti, ora nelle big, faticano.

«Proprio per la pressione, c’è chi ne risente e chi no. Nelle grandi il margine di errore è minimo, la piazza non perdona. Penso a Gagliardini e Kessié: entrambi, complici i problemi di Inter e Milan negli ultimi anni, hanno incontrato varie difficoltà. I giovani vanno aspettati, da soli non possono cambiare una squadra».

Altro tentativo, come finisce Spal-Atalanta?

(Ride, ndr). «Un bel 3-3 divertente. Con l’Atalanta ancora in Europa League e salvezza per la Spal a fine stagione».