Milan-Roma: Kessie-Cristante gemelli di mezzo potevano giocarla a maglie invertite

30.08.2018 12:50 di Luca Ronchi  articolo letto 2196 volte
Fonte: Gazzetta dello Sport
Milan-Roma: Kessie-Cristante gemelli di mezzo potevano giocarla a maglie invertite

Si sono incontrati per la prima volta una mattina di gennaio a Zingonia, un anno fa, entrambi con le valigie in mano. Franck era appena tornato dal Gabon, dove con la sua Costa d’Avorio era scivolato fuori dalla Coppa d’Africa dopo tre partite, Bryan posava con la nuova maglia dell’Atalanta, affamato di rilancio dopo una manciata di mesi senza squilli a Pescara. Bryan inseguiva la «volta buona» per diventare grande, lui che tra i grandi del Milan si era fatto notare quando aveva 18 anni, Franck riprendeva possesso del suo posto nella mediana di Gasp e nel frattempo cominciava a immaginarsi con la divisa giallorossa addosso: Roma e Atalanta discutevano già del suo passaggio a Trigoria nell’estate successiva. Se le vie del pallone fossero rette come la linea di centrocampo sulla quale Franck Kessie e Bryan Cristante dovrebbero duellare venerdì a San Siro, Milan-Roma proporrebbe un faccia a faccia a maglie invertite: chi ci guadagnerebbe? Si accettano scommesse.

INCURSORI «Ha inserimenti e fisicità, un aspetto importantissimo nel calcio di oggi». Lo ha detto Di Francesco a proposito di Cristante, ma non ci saremmo stupiti se a parlare fosse stato Gattuso del suo 79. Perché i due si somigliano, anche se ognuno declina il ruolo di mezzala a modo suo: più dirompente l’ivoriano, più tecnico l’azzurro. A Bergamo, tra gennaio e maggio 2017, insieme hanno giocato sei volte e in tre occasioni uno è stato il cambio dell’altro: meglio rivali che compagni? Probabilmente non per Gasperini, che nella seconda stagione di Cristante a Bergamo ha trasformato l’ex Milan in un trequartista atipico: vederlo in azione con le spalle coperte da Kessie sarebbe stato interessante, ma la suggestione è rimasta sulla carta, perché nel frattempo Franck si era trasferito a Milanello grazie a un inserimento «alla Cristante» della vecchia dirigenza rossonera nella trattativa tra Roma e Dea.

PERCORSI Kessie e Cristante si sono di fatto divisi il 2016-17 nerazzurro: il 21enne che portava le treccine alla Gullit versione Samp aveva letteralmente spaccato fino a Natale. Il ragazzo riservato di San Vito al Tagliamento, arrivato per colmare il vuoto lasciato da Gagliardini, si era guadagnato spazio e fiducia in primavera, dopo il naturale rodaggio gasperiniano. Nulla di scontato, visto che fino ad allora la sua carriera procedeva a singhiozzi: l’inizio da predestinato con debutto prima in Champions (a 16 anni, nel 2011) e poi in A (a 18 anni, nel 2013) aveva lasciato posto alle delusioni di Benfica (il Milan lo salutò per 6 milioni e prese Bonaventura), Palermo e Pescara. A 21 anni, insomma, Cristante aveva già vinto uno «scudetto» portoghese eppure sentiva addosso la pressione di dover dimostrare ancora tutto. Kessie, nel frattempo, bruciava le tappe con balzi da percorso netto: sbarcato nella Primavera della Dea come centrale difensivo, era rientrato centrocampista con licenza di infilarsi nell’area avversaria dal prestito al Cesena, e dal 2015 aveva attirato su di sé gli occhi delle big.

SFIDA A DISTANZA Ma l’altalena si può estendere anche oltre, dopo la separazione. Mercato: plusvalenza monstre per entrambi, applausi. Sui social stravince il rossonero: 400mila follower a 142mila su Instagram (dove nessuno dei due segue l’altro e l’ivoriano è parecchio più attivo dell’ex compagno). Sul campo, invece, è ancora tutto aperto. Parità negli scontri diretti – Bryan in gol a Milano e Franck a segno a Bergamo – e tragitti differenti. La prima stagione di Kessie è stata un viaggio sulle montagne russe, decollo col turbo – 2 gol e un assist nelle prime 5 – poi calo e risalita progressiva con l’arrivo di Gattuso, che ha rifornito il motore di stima: «E’ più forte di me, ha 7-8 gol nelle gambe a stagione». Alla fine ha chiuso con 5, più che doppiato da Cristante, 12 centri e un’annata perfetta a fare da trampolino per la firma con la Roma. L’inizio in giallorosso, però, non è stato quello sognato. Lunedì il 23enne friulano ha steccato la prima da titolare e Di Francesco lo ha mandato sotto la doccia dopo un tempo. Di fronte c’era l’Atalanta, il suo passato prossimo. Dopodomani, la sfida con le sue radici e l’incrocio con l’alter ego che avrebbe potuto vestire giallorosso al suo posto dirà a che punto siamo. Soprattutto, capiremo se nel ballo da sliding doors non ci saranno stati rimpianti per nessuno.