Mutti:"A Roma a viso aperto, Gasp ce la può fare"

26.08.2018 13:22 di Luca Ronchi  articolo letto 1575 volte
Fonte: Gazzetta dello Sport
Mutti:"A Roma a viso aperto, Gasp ce la può fare"

Impossibile non legare il nome di Bortolo Mutti all’Atalanta. Bergamasco di Trescore Balneario, classe ’54, in nerazzurro ha passato 3 anni da calciatore (1981-1984) e due da allenatore (1998-1999 e 2010). Ora aspetta la giusta chiamata, affamato di campo e impaziente di ripartire: «Non vedo l’ora. Ho tanta rabbia in corpo che voglio trasformare in energia positiva da utilizzare in panchina. Qualcuno si è dimenticato di me troppo in fretta». Nel frattempo studia, si aggiorna e non perde di vista la Dea. Squadra che viaggia veloce: «Una continua, grande conferma. Ormai ha raggiunto una maturità da big, può fare tanta strada».

Mutti, molto dipenderà dal ritorno col Copenaghen.

«Gara dall’esito non scontato, ma paradossalmente questo potrà rivelarsi un bene per i calciatori. Con il giusto grado di difficoltà saranno motivati al massimo per offrire una prestazione super».

Risultato bugiardo a Reggio Emilia?

«Assolutamente sì, l’Atalanta avrebbe meritato di vincere. Ha messo all’angolo i danesi creando tante occasioni».

Cosa servirà per fare risultato in Danimarca?

«Replicare la prova dell’andata e avere maggior lucidità davanti alla porta. La squadra ha le armi per passare il turno».

Prima, però, trasferta dura con la Roma.

«Gasperini può puntare al risultato positivo. Non andrà all’Olimpico per difendersi, non fa parte del suo dna. Non sarà facile, la Roma è una candidata per lo scudetto, ma se la giocherà a viso aperto».

Da collega, il suo giudizio su Gasperini.

«Allenatore vero e gestore fenomenale. Sa fare tutto e lo sta dimostrando. Con lui l’Atalanta potrà solamente migliorare, confermarsi nella peggiore delle ipotesi. Ma non calerà mai come risultati».

Molti talenti a sua disposizione: chi sceglie?

«Pessina e Barrow, ma soprattutto Pasalic. Questa può essere la stagione della consacrazione, come Cristante nella scorsa. Rigoni? Altro tassello importante, ma il posto non è assicurato per nessuno»».

Gomez è sempre più decisivo.

«Fortissimo, trascinatore in campo e fuori. Il leader perfetto per un gruppo così giovane. E aggiungo: ha fatto bene a restare. È figlio di Bergamo, qui ha raccolto tante soddisfazioni e ne raccoglierà tante altre più importanti del denaro che avrebbe guadagnato altrove».

Con il Papu dove si potrà arrivare?

«La salvezza è superata, doveroso alzare l’asticella. L’Atalanta fa parte del gruppo delle prime 7-8 di A. È capace di tutto, anche in Europa. Se passasse il turno potrebbe fare strada».

Lei, invece, da dove ripartirà?

«Attendo la giusta occasione. Non ho più voglia di aspettare, ho abbastanza fretta. Credo che tante persone, ingiustamente, si siano dimenticati di me troppo velocemente. In Serie B posso starci tranquillamente»