Papu Gomez, dalla tentazione Lazio a "nuovo" leader nerazzurro. L'ex Reja:"Lo consigliai al Napoli e Lazio, ma l'Atalanta casa sua"

22.08.2018 18:34 di Luca Ronchi  articolo letto 2707 volte
Fonte: Gazzetta dello Sport
Papu Gomez, dalla tentazione Lazio a "nuovo" leader nerazzurro. L'ex Reja:"Lo consigliai al Napoli e Lazio, ma l'Atalanta casa sua"

Cos«Bergamo è casa mia, però mi piacerebbe provare altro». Alejandro Gomez lo scorso 16 luglio. Parole rumorose, sorprendenti se si considera il personaggio e ciò che ha rappresentato per l’Atalanta in questi anni. Un messaggio chiaro, quasi a voler dire: «Cara mia Dea, ti voglio bene. Ma ora mi vai un po’ stretta». Lì molti pensarono che avrebbe rallentato, magari inconsciamente, per forzare la cessione. Invece no, fu semplicemente sincero con un popolo al quale ha sempre parlato apertamente. Merce rara nel calcio di oggi. E anziché mollare, da quel momento ha «aumentato i giri» per essere ancor più decisivo e, chissà, riconquistare quella nazionale persa prima del Mondiale. Non per guadagnarsi la Lazio.

NUMERI E DIFFERENZE Evidenti rispetto a un anno fa, con varie difficoltà riscontrate in fase di preparazione. Vuoi per un ritardo fisico, vuoi per le immancabili voci che non lo aiutarono a preparare una stagione da triplo fronte. Ma anche allora, niente addio e di nuovo protagonista con un Gasp intelligente nel gestirlo. Alla fine lo score personale sarà 33 match e 6 gol in A, 4 e 1 in Coppa Italia, 7 e 2 in Europa. I 16 centri in 37 gare dell’anno prima sono un’altra cosa, ma il 30enne di Buenos Aires farà di tutto per battere quel record già quest’anno. E «se il buongiorno si vede dal mattino»: 2 reti e 1 assist in Europa ed esordio super domenica: sinistro, destro e regali per Hateboer e Pasalic. Nulla ha potuto il Frosinone, che si è affidato anche alla cabala che negli ultimi tre anni aveva visto la Dea cadere. Ma con questo «gigante» c’è stato poco da fare: «Finalmente, ultimamente avevamo fatto fatica», dirà al 90’ per poi mettere nel mirino il Copenaghen: «Vogliamo i gironi».

PAROLA DI EDY «Amico mio, hai fatto bene a restare. Non lasciar mai Bergamo. Tutti ti amano, questo calore non lo ritroveresti altrove». Reja lo conosce bene. Insieme da marzo 2015 a giugno 2016, tra i due nacque subito un feeling unico. E del «suo» gioiello, ovviamente, mister Edy non può che parlar bene: «Tra noi rapporto eccezionale. Quando arrivai dopo Colantuono non era al top fisicamente, ma si mise a disposizione lavorando duramente. L’anno dopo, non a caso, disputò una stagione strepitosa. È un professionista esemplare». In estate, al pari delle precedenti, i rumors non sono mancati: «Poco tempo fa lo consigliai a Lazio e Napoli, ma sono felice sia rimasto. L’Atalanta è la sua casa».

BIG DEA «Andare in un top club? È già in una grandissima. Caro Papu, continua a scrivere la storia dove sei». Chiude così l’amico Edy, mandando in archivio qualsiasi chance di addio futuro. E il mercato, oggi, è solo una storia da raccontare. Si parte dal 2012. Montella, contattato dalla Roma per un ritorno dopo il Catania, chiese espressamente la cessione di Lamela per far spazio al «suo» argentino. No di Sabatini, Aeroplanino a Firenze, Papu ancora in Sicilia e Metalist a fine anno. Il resto è storia recente. Giugno 2016: oltre al tentativo-bis di Montella, concreta ipotesi Lazio e la Cina. Discorso simile nelle scorse settimane, con un pensiero (rimasto tale) del Milan e il no atalantino alla nuova proposta di Lotito: «Incedibile». Il mercato non è mai mancato. Ma per il Papu, finora, è stato solo una storia da raccontare: «Questa è una big ed è casa tua», parola di mister. Parola di amico.