Parola (anche) alla questura di Firenze:"Erano armati, hanno spaccato il setto nasale di un funzionario. Cercavano lo scontro, un'azione premeditata". Un fatto personale e la mia convinzione sui fatti.

02.03.2019 08:25 di Luca Ronchi  articolo letto 2844 volte
Parola (anche) alla questura di Firenze:"Erano armati, hanno spaccato il setto nasale di un funzionario. Cercavano lo scontro, un'azione premeditata". Un fatto personale e la mia convinzione sui fatti.

IL SOTTOSCRITTO, si informa, ascolta le varie campane e poi esprime un giudizio, mentre qui si sollevano giustizialisti senza sapere uno straccio di niente, ma l'importante è schierarsi dalla parte più conveniente, rompere un silenzio assordante sul mondo ultras per attaccare le forze dell'ordine a difesa di criminali. La giustizia farà il suo corso, ma IL FASCISMO NERAZZURRO DEI MEDIA, QUELLI che avvallano i tifosi che picchiano altri tifosi, colpevoli di festeggiare lo scudetto della loro squadra in città, come se fosse un territorio protetto. Poi si riempiono la bocca di integrazione e solidarietà. Loro.... BUF-FFONI, IPOCRITI, MESCHINI, VISCIDI.  Detto questo vi dò la versione della questura di Firenze per correttezza di informazione che spesso manca nel mondo fallito degli ultras e dei media locali. Anche molte testimonianze, saranno messe al vaglio dei magistrati. Attenzione che la falsa testimonianza, è un reato penale. 

VI RIPORTO UN FATTO PERSONALE- Secoli fa, andai a vedere una partita dell'Atalanta e dopo la partita scoppiarono degli scontri. Abitando vicino allo stadio, mi ero fermato da pirla a vedere la guerriglia. Alla fine della serata, quando ormai la situazione si era calmata, un gruppo di poliziotti mi fermò chiedendomi i documenti e voleva portarmi in questura. per portarmi in questura. Ma vedendo la mia calma olimpica e la mia spiegazione per cui ero ancora nei paraggi, mi hanno lasciato immediatamente, invitandomi giustamente ad andare a casa velocemente quando succedono certi casini che non sono uno spettacolo da circo la violenza ultras. Questo per dirvi che in mezzo a una massa di bastardi infami, poi spesso pagano pure gli innocenti, ma nel casino è difficile fare distinzioni. I poliziotti non sono robot, nel bel mezzo di una guerra, è fisiologico perdere un po' di self control presi dalla paura e dal pericolo di subire sempre loro i danni maggiori. Probabilmente se mi avessero preso nel bel mezzo degli scontri, mi avrebbero pure manganellato e denunciato anche se mi stavo recando a casa. 

SENSAZIONE- Dopo aver letto la versione della questura, sapete cosa penso? Come al solito per colpa di 100 fetenti criminali assassini infami, poi ci sono andati di mezzo i tifosi normali. Invece di predentevela con il sottoscritto o la polizia, condannate con forza i vostri amici ultras che vi usano come scudi per le loro scorribande. 

PAROLA ALLA QUESTURA

La ricostruzione ufficiale della Questura di Firenze, ricostruisce i fatti in modo dettagliato. Due pullman cominciano a decelerare e progressivamente si staccano dal gruppo, ignorando il primo intervento di una pattuglia che li affianca e gli intima di riaccodarsi. Pochi metri dopo, in prossimità del ponte del Varlungo, i componenti del primo mezzo costringono l’autista a fermare la corsa (nella circostanza avrebbero anche rotto il freno a mano). Il secondo pullman si accoda (ne arriverà un terzo che dopo poco riprenderà la marcia). Dalla pattuglia di polizia, che via radio ha già chiamato i rinforzi, scende il capo squadra. Riesce a salire sul mezzo. Davanti a sè – racconta – trova decine di ultrà «travisati», armati di «bottiglie di vetro, cinte con fibie metalliche, martelletti», che gli chiudono immediatamente il portellone alle spalle – mentre altri ultrà scendevano in strada dalla porta posteriore – e lo malmenano. In suo soccorso, dopo pochi istanti piombano i colleghi in tenuta antisommossa, quelli che si vedono nei video postati in rete dai tifosi del secondo pullman, che effettuano subito una carica di alleggerimento per ricacciare dentro gli ultrà. Ne fa le spese un funzionario a cui con un calcione viene sfondata la visiera del casco: riporterà la frattura del setto nasale e la rottura del labbro superiore, con cinque punti di sutura e dieci giorni di prognosi. Saranno 6 gli agenti refertati in ospedale, a fronte di decine di tifosi che ieri documentavano in rete con foto piuttosto eloquenti di essere state manganellate senza tanti complimenti. Riportata la calma, vengono lentamente identificate 130 persone. Alcune di loro verranno denunciate per resistenza e lesione a pubblico ufficiale. Secondo la ricostruzione della Questura, gli ultrà dell’Atalanta – che già nel viaggio d’andata avevano provocato momenti di tensione – volevano staccarsi dal corteo per sfuggire alla sorveglianza della polizia e andare a caccia dei rivali della Fiorentina, con cui magari si erano dati appuntamento da qualche parte.

«Ora ci saranno le indagini del caso, arriverà tutto sul tavolo del pm e vedremo – racconta Riccardo Ficozzi, segretario generale del sindacato di polizia Siulp – . Solo i daspo per una cosa del genere non servono, l’azione è stata gravissima e premeditata, si deve andare nel penale. Ho sentito dire che è stata la polizia ad aggredire. Ma secondo voi, detto che non avrebbe alcun senso, qualora fosse stata un’azione della polizia ci sarebbero stati appena 10 operatori contro una sessantina di tifosi o ci sarebbe stato un numero molto maggiore di agenti?».

Non è l’unica domanda ancora senza risposta. Non si capisce nemmeno perché la polizia avrebbe dovuto arrestare la marcia di due pullman a pochi minuti dalla fine del servizio

Però i tifosi stanno cavalcando l'onda, dopo aver giustamente subito daspo e punizioni, ora sperano di avere un secondo di rivalsa. Ma da tifosi che dicono:"I giocatori della Fiorentina dovrebbero smetterla di parlare di Astori, dicendo di giocare per lui, perchè condizionano l'arbitro", cosa volete pretendere? Sono sottosviluppati mentali, nati al quarto mese.