Qualcuno si lamenta dei troppi sponsor sulla maglia. E' rimasto nelle caverne. Le società di calcio guadagnano dalle tv, quelle da voi tanto criticate. Ecco cosa ha portato il fenomeno Ronaldo.

14.03.2019 08:34 di Luca Ronchi   Vedi letture
Qualcuno si lamenta dei troppi sponsor sulla maglia. E' rimasto nelle caverne. Le società di calcio guadagnano dalle tv, quelle da voi tanto criticate. Ecco cosa ha portato il fenomeno Ronaldo.

Sulla pagina di Corner, un utente si era indignato dei troppi sponsor presenti sulla maglia dell'Atalanta che imbruttiva la maglietta solo per fini commerciali. L'utente, un po' ingenuo, non ha capito che il calcio italiano, si mantiene soprattutto grazie agli introiti dei diritti televisivi, l'Atalanta morirebbe domani mattina senza le tv a pagamento, proprio quelle che voi rimasti all'età della radiolina con Ciotti e Ameri, vorreste limitare se non addirittura abolire. Poi certo, ci sono anche le plus valenze, alla faccia di chi dice che Percassi svende i suoi gioielli: DEVE FARLO PER SOPRAVVIVERE cari miei ingenuotti che oltre i 90' del campo non riuscite ad andare. Voi che vorreste campioni e risultati, come chi vuole la botte piena e la moglie ubriaca, non sapete che l'azienda Atalanta non è solo i 90' sul campo di gioco, quella è la punta di un iceberg, il prodotto finito di un lavoro settimanale, mensile, annuale, decennale.  

Più delle parole, vi riporto un esempio pratico di quanto ha fruttato l'investimento Ronaldo in 90'. Alla faccia di chi diceva che sarebbe venuto qui a svernare e che la Juve gioca male. Ieri per battuta ho scritto: ora ci sarà qualche malato che paragonerà l'Atalanta alla Juve. Secondo voi qualche malato l'ha detto? Esatto! 

Tre gol da 270 milioni la Juventus vola in Borsa premi e incassi alle stelle

La notte magica di Cristiano Ronaldo e la remuntada contro l’Atletico Madrid regalano alla Juventus in 90 minuti (più recupero) un jackpot da 270 milioni. Il grosso di questa pioggia d’oro - pari più o meno alla somma dei ricavi annuali di Lazio e Fiorentina - arriva dalla Borsa: Piazza Affari ha festeggiato la vittoria all’Allianz Stadium con l’entusiasmo di un ultrà della curva, spingendo al rialzo del 17% i titoli dei bianconeri e facendo lievitare di 214 milioni il valore della squadra torinese.

Il resto - meno effimero e molto più concreto - sono i soldi garantiti dal prosieguo del cammino nel torneo europeo: i gol di CR7 hanno regalato alla squadra di Massimiliano Allegri 10,5 milioni di premio per l’accesso ai quarti ( cifra che porta a 92 milioni il guadagno cumulato finora grazie alla partecipazione alla Champions) più un altro potenziale record di incasso al botteghino nel prossimo match, dopo i 5,5 milioni di euro di biglietti venduti ieri. Non solo: se la Juventus - facendo gli scongiuri del caso - porterà a casa la coppa con le orecchie, l’assegno per il vincitore potrebbe far salire a 126 milioni i premi Uefa. La tripletta di Ronaldo, a conti fatti, ha generato in una sola partita un tesoretto potenziale di 50 milioni. Pari a 555mila euro per ogni minuto della gara contro l’Atletico o alla somma incassata al botteghino in un’intera stagione da Bologna, Chievo, Empoli, Genoa, Sampdoria, Torino, Sassuolo, Spal, Cagliari, Parma, Atalanta e Frosinone messi assieme.

La Borsa, naturalmente, è un’altra storia. La matematica – quando il pallone rimbalza sui circuiti telematici dei listini – è un’opinione. E il tesoretto targato CR7 garantito dalla continuazione dell’avventura in Coppa è stato moltiplicato per quattro dall’entusiasmo dei risparmiatori- tifosi. Confermando – come ripeteva il compianto fiscalista Victor Uckmar – che i titoli del calcio in Borsa, causa oscillazioni degne di un ottovolante, «non sono consigliabili a vedove e orfani».

Una cosa, guardando i corsi azionari della Juventus, è comunque certa: i 117 milioni (105 più 12 di oneri accessori) pagati in estate si sono già magicamente duplicati nella crescita boom di ieri. E, anche aggiundendo i 31 milioni di stipendio netto annuo, Cristiano resta un eccellente investimento. I titoli della Juventus hanno più che raddoppiato il loro valore da luglio 2018, portando a 1,44 miliardi la capitalizzazione della società. L’exploit di ieri sera ( con annesso aumento della quota sul market pool destinato all’Italia, a scapito della Roma eliminata) è solo la ciliegina sulla torta: la presenza in campo dello stakanovista CR7 ha permesso al club di ritoccare all’insù i prezzi dei biglietti per le partite casalinghe - con qualche mal di pancia della curva - garantendo fino a fine febbraio 10 milioni di incassi in più. Le vendite di magliette sono raddoppiate e in aumento sono anche le entrate da sponsor e i gettoni per le partite esibizione. La globalizzazione del club è testimoniata dai follower su Instagram, numeri che nell’universo digitale valgono molti soldi: quelli dei bianconeri sono decollati dai 10 milioni dello scorso luglio ai 20 milioni di fine 2018 - traguardo festeggiato con un video- cartoon con il giocatore in versione Super-Mario - per arrivare oggi a 24,3 milioni. Cifra che regala alla squadra torinese la leadership indiscussa del campionato italiano digitale (Milan e Inter navigano a quota 5,5 e 2,6 milioni) e ha garantito un passo in avanti nelle gerarchie continentali: il Chelsea è stato sorpassato e si sono accorciate di molto le distanze dal Manchester United (fermo a 27,3 follower), con Barcellona e Real Madrid (66 e 69 milioni rispettivamente) ancora lontani.

Il cammino verso l’Olimpo calcistico finanziario della Juve, ovviamente, è lungo: i debiti sono alti, per far quadrare i conti (causa aumento dei costi) il club ha dovuto fare plusvalenze, più o meno reali, sul mercato. Il Manchester in Borsa vale il doppio, sponsor e pubblicità di Real e Barcellona sono il triplo. Ma la strada, grazie a Re Mida Ronaldo, è quella giusta.