Scontri di Firenze: finalmente è arrivata la verità. Ennesimo schiaffo ai violenti falsi e meschini. 28 daspo agli ultras, altroché aggrediti!

25.11.2019 13:57 di Luca Ronchi   Vedi letture
Scontri di Firenze: finalmente è arrivata la verità. Ennesimo schiaffo ai violenti falsi e meschini. 28 daspo agli ultras, altroché aggrediti!

Puahahahaha, volevate la verità sui fatti di Firenze? Eccovela servita. 28 daspo ai soliti incappucciati delinquenti che non hanno meglio da fare che andare in giro a menare le mani e offendere la polizia. Non è un caso che sono stati identificati i 150 che facevano parte dei pullman della curva nord, non i miei amici che sono andati con il Club Amici, tanto per capirci. Sono dei violenti, meschini, falsi come giuda, vi masturbano il cervello con balle fotoniche. Non credete a questa gente, metterebbero al muro la madre pur di raccontare la loro menzogna!

ECCO I FATTI REALI

Denunciati dalla Digos di Firenze 28 ultras dell’Atalanta per i disordini avvenuti dopo la partita Fiorentina-Atalanta del 27 febbraio 2019 durante i quali rimasero feriti due agenti della polizia di Stato. Le accuse per tutti i 28 denunciati sono di possesso di oggetti atti ad offendere e di travisamento. Inoltre, per due di loro c’è anche l’accusa di istigazione a delinquere.

Dunque epilogo a «sorpresa» per una vicenda molto contestata. Ricordiamo, infatti, che i tifosi atalantini hanno sempre affermato di essere stati picchiati senza ragione dalla Polizia al punto che moltissime autorità, tra cui il sindaco Giorgio Gori, avevano chiesto chiarimenti all’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini. Chiarimenti che non sono mai arrivati, fino alla notizia di questa mattina.

Ecco, invece la ricostruzione delle autorità che è stata resa notta nella mattinata di lunedì 25 novembre.
Nei confronti dei 28 ultras denunciati, accusati anche di danneggiamento, sono in corso le procedure per l’emissione dei Daspo. I tifosi identificati e denunciati dalla Digos fanno parte di un gruppo di circa 150 ultras bergamaschi che all’uscita dallo stadio Franchi, invece di risalire sui pullman, sfondarono i cancelli del vicino Mandela Forum, pensando che all’interno fossero presenti sostenitori della Fiorentina e gridando frasi come «uscite conigli». In questa fase, secondo quanto ricostruito dalla polizia, uno dei tifosi cadde da una balconata fratturandosi un calcagno. L’uomo si presentò alcune ore dopo all’ospedale a Bergamo dicendo di essere caduto allo stadio durante la partita, e per questo è stato denunciato per falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico.

Sempre in base a quanto ricostruito dalla ’squadra tifoseriè della Digos già nella fase prepartita gli ultras bergamaschi avevano cercato di aggredire sostenitori della Fiorentina, in particolare in prossimità di un circolo e di un bar in piazza Ravenna, tentando di scendere dai pullman ma venendo fermati e fatti risalire dagli agenti.

Altri disordini si verificarono dopo il match, quando i tifosi nerazzurri, a bordo di vari pullman, si sono coperti il volto con passamontagna e hanno cercato di costringere gli autisti a bloccare la marcia. In particolare, nei pressi del casello di Firenze Sud, in prossimità di un ristorante McDonald’s - peraltro sull’altra carreggiata - dove erano presenti tifosi viola, gli ultras hanno costretto l’autista a fermarsi a sono scesi da un pullman. Nella circostanza un agente del reparto mobile, salito sul mezzo per bloccare i tifosi, è stato circondato e picchiato, riportando sette giorni di prognosi. Contemporaneamente sono scesi in strada i passeggeri su altri pullman. Nel tentativo di farli risalire, un funzionario di polizia è stato colpito da un calcio al volto riportando la frattura del setto nasale. Proseguono le indagini per l’individuazione dei responsabili di tutti gli episodi accertati.

Si tratta della nota vicenda in cui i tifosi dell’Atalanta avevano denunciato il trattamento subito dalla Polizia di Firenze nel post partita mentre il loro bus si stava dirigendo al casello dell’autostrada per tornare a Bergamo. (Eco di Bergamo)