Var, l'ignoranza è una brutta bestia. Conoscere le regole alla base per evitare le polemiche folli. La Juve penalizzata a Lecce (!)

20.11.2019 18:13 di Luca Ronchi   Vedi letture
Fonte: Gazzetta dello Sport
Var, l'ignoranza è una brutta bestia. Conoscere le regole alla base per evitare le polemiche folli. La Juve penalizzata a Lecce (!)

E alla fine si parlarono. È un bilancio positivo quello dell’incontro di ieri a Roma tra arbitri e squadre di Serie A, un faccia a faccia anti-polemiche voluto da Figc e Aia dopo le prime 12 giornate. Positivo perché ha dato agli arbitri la possibilità di spiegare, ammettere errori, accettare proposte e rilanciare richieste. Positivo perché la partecipazione – diversi allenatori, dirigenti di primo piano, giocatori (ed ex come Andrea Barzagli per la Juve ed Emiliano Moretti per il Torino) – ha mostrato quanto il problema sia sentito. Positivo, infine, per le intenzioni di trasparenza e per una discussione mai stata sopra le righe.

In platea

Le presenze, si diceva: tanti i tecnici in sala, tra i più attesi, con la sua esperienza internazionale, l’allenatore del Napoli Carlo Ancelotti (nella pagina accanto raccontiamo il vivace confronto con Rizzoli). Poi il tecnico del Milan Stefano Pioli, il vice di Sarri Martusciello, i tecnici delle romane Simone Inzaghi e Paulo Fonseca, passando per Claudio Ranieri, Rolando Maran e Roberto De Zerbi. Non tutti solo spettatori: anche il tecnico viola Vincenzo Montella (col d.s. Daniele Pradè) e quello del Parma Roberto D’Aversa, sono intervenuti sulle letture dei singoli episodi, così come il presidente del Lecce Saverio Sticchi Damiani. Nelle oltre due ore sul palco Nicola Rizzoli ha spiegato caso per caso con tanto di video, tra ammissioni, risposte e numeri: «Il Var è intervenuto già 52 volte, troppo. Una volta quasi ogni due partite, l’anno scorso a questo punto il rapporto era uno a quattro. Significa che non stiamo arbitrando bene, ma anche perché il regolamento è cambiato molto e anche noi abbiamo avuto delle difficoltà».

Falli di mano

Tra i punti più discussi quello sui falli di mano e la linea di intervento del Var. Una disciplina spiegata dall’architetto Nicola Rizzoli usando l’Uomo Vitruviano di Leonardo Da Vinci, diviso in zona rossa (sopra le spalle), zona verde (lungo il corpo), zona grigia (sotto le spalle). Tanti i casi De Ligt, il difensore juventino più volte al centro del dibattito, con Rizzoli che ha spiegato come a Lecce il rigore dato fosse ritenuto un errore e quindi il non darlo in un caso simile contro il Toro sia stata considerata corretta, mentre per Juve-Bologna ha sottolineato l’importanza di mostrare in tv le immagini giuste come quella in cui il calciatore tenta di giocare il pallone prima del tocco.

NDR- Ennesima palata di m.... alle capre che sono rimasti agli anni '90 e alla Juve che vince perchè ruba. Certo, dà ogni anno 3493903 punti di distacco alla seconda, ma vince perchè ruba. Ahhhhhhh BUFFONI RIDICOLIIII!

Rigori

Quanto al Lecce, e al gol annullato a Lapadula all’Olimpico con la Lazio, il presidente giallorosso Sticchi Damiani ha contestato come le indicazioni dell’Ifab sul Var contrastassero con il regolamento. Rizzoli ha ammesso l’errore dell’arbitro nel non far ripetere il penalty per non aver visto l’invasione dei giocatori laziali. Ma ha spiegato che la decisione di limitare gli interventi Var a quegli episodi che sui rigori vedono un intervento decisivo sul pallone da attaccanti o difensori, è nell’interesse del gioco, «altrimenti dovremmo ripetere il 99% dei rigori e non ne usciremmo vivi».

Ripartire da qui

Se tra i primi obiettivi del presidente federale Gravina c’era quello di ammorbidire i toni qualche passo avanti c’è stato. Do ut des? Forse: Rizzoli ha promesso trasparenza annunciando la disponibilità a diffondere in futuro i dialoghi Var-arbitro come quelli mostrati ieri, e il presidente Nicchi ha proposto di spiegare settimanalmente sul sito dell’Aia i casi più controversi. Ma i fischietti chiedono tre cose: conoscenza del regolamento, correttezza, e rispetto: «I capannelli di protesta sono inaccettabili. Vi sembra che diamo una bella immagine? Dobbiamo ridare dignità al gioco più amato», ha detto spiegando di aver ripreso gli arbitri che non sono intervenuti con durezza in casi simili. E ora le «lezioni» potrebbero diventare a domicilio, come chiesto dal d.g. dell’Udinese Pierpaolo Marino: «Venite nelle sedi a spiegare così i regolamenti ai giocatori». Passi avanti, sabato si torna in campo, la prova è sempre lì.