Agli ultras comincia a venire il mal di pancia:"Non mi interessa nulla delle attività di Percassi se poi non abbiamo ambizioni. Dov'è il percorso di crescita?". L'obiettivo parte sinistra della classifica? Pure quello andato in fumo

01.03.2016 16:32 di Luca Ronchi  articolo letto 2320 volte
Agli ultras comincia a venire il mal di pancia:"Non mi interessa nulla delle attività di Percassi se poi non abbiamo ambizioni. Dov'è il percorso di crescita?". L'obiettivo parte sinistra della classifica? Pure quello andato in fumo

In una lunga lettera inviata alla pagina della Curva Nord, un ultras (credo), di lunga data, alza la voce contro la società e più precisamente contro Percassi, bravissimo a fare proclami, appelli, promesse, ma di fatti, in questi 5 anni, si è visto molto poco. Il percorso di crescita in effetti, è in fase discendete di anno in anno. L'anno scorso, l'Atalanta si è salvata perchè il Parma ha fatto più danni dell'invasione delle cavallette, così quest'anno, si salverà grazie a due squadre che con la serie A ci azzeccano ben poco e il Verona dei miracoli dell'anno scorso, si è sciolto come neve al sole (pur conquistando contro i nerazzurri 4 punti su 6!).

Mancano le motivazioni se non quelle minime della salvezza. Si è provato (a parole) ad alzare l'asticella, puntando alla parte sinistra della classifica (cosa che  credo interessi meno di zero a tutti), ma pure questo obiettivo, nel giro di poche partite, è andato in fumo e non ne parla più nessuno!

Qui sotto vi riporto un passaggio molto duro della lettera del tifoso che mi trova parzialmente d'accordo. Ma se lo dico io, sono un infame che odia l'Atalanta o un bresciano (per altro simpatizzo per il Brescia, nostri cugini fratelli, piuttosto che una Ternana qualsiasi, con cui non ho nulla da spartire e potrebbe finire in Lega Pro che non me ne accorgerei nemmeno), ma se lo dice un ultras probabilmente fa aprire gli occhi anche ai più talebani del tifo.

Su una cosa non sono d'accordo. Il Sassuolo, con Squinzi, è una piccola grande realtà, una società solida, potente a  livello economico che si potrebbe permettere qualsiasi tipo di mercato. Non è un caso che se il Sassuolo vuole un giocatore, non lo prende in prestito o a parametro zero, ma li compra e anche a costi alti. Idem il Chievo, realtà piccola, ma con una struttura societaria solidissima e un'area scouting di livello altissimo.

Così come il Bologna che ha in Saputo, uno dei primi 200 personaggi più ricchi del mondo.

UN PASSAGGIO DELLA LETTERA

"....Ok puoi sbagliare un anno perché magari stai ricostruendo il telaio, ma personalmente questo cazzo di percorso di crescita tanto pubblicizzato a parole nelle ultime due estati non lo vedo. Dov'è l'ambizione societaria nel puntare ad essere stabilmente nella parte sinistra della classifica? non possiamo puntare ogni anno al 13°-14° posto quando va bene e soprattutto perché durante la stagione alcune squadre si suicidano da sole. A me non interessa un cazzo dell'acquisizione della Lego o di Starbucks da parte del gruppoo Percassi, del marchio Nike sulle nostre maglie, dell'ampliamento di OrioCenter e degli aperitivi serviti nel pitch view allo stadio se poi compriamo i Parra, i Bianchi, i Livaja, i Borriello, i Matheu, e cediamo i Bonaventura, i Padoin, i Moralez, gli Zappacosta, i Gabbiadini, i Baselli senza un progetto nel reinvestire i soldi di tali cessioni. Siamo l'Atalanta non il Lanciano o il Chioggia o l'Isola Liri. "Cari" giocatori e dirigenti, qui nessuno ha le fette di polenta sugli occhi ed è arrivato il momento che carezze e applausi da parte della tifoseria ve le meritiate. Perché è ora di scendere in campo, come avviene da sempre sugli spalti con la clava in mano e col nervoso nell'anima a rispecchiare sempre, ovunque e in ogni circostanza la piazza di Bergamo. Noi non rappresentiamo realtà che vendono pandori (vedi Chievo) o piastrelle del bagno (vedi Sassuolo), noter i piastrèle an ga de faga capì a töcc che 'n ghi spaca söla crapa quando c'è da fare la "guerra" per 95' su quel fottuto rettangolo verde: "i bravi" (come dice qualcuno) devono farli gli altri con noi, perché dobbiamo essere noi a farglielo capire imponendoci caratterialmente con personalità e voglia"