Giacomo Panseri:"Il targhet dei lettori? Offese dall'avvocato". Lo sport abbatte le barriere, abbiamo una missione da raggiungere assieme. Giorgio M.:"Le strutture non portano risultati". A prodotto finito ti accorgi dell'importanza.

02.02.2017 12:12 di Luca Ronchi   Vedi letture
Giacomo Panseri:"Il targhet dei lettori? Offese dall'avvocato". Lo sport abbatte le barriere, abbiamo una missione da raggiungere assieme. Giorgio M.:"Le strutture non portano risultati". A prodotto finito ti accorgi dell'importanza.

"Poi ho capito che il target dei tuoi lettori sono coloro che non hanno mai aperto libri di Tolstoj o Mann".
BUONA SERA.
Bisogna essere avvocati per scrivere una frase del genere?
Mi meraviglio di te che addirittura pubblichi una mail che da degli ignoranti al milione o due che ti leggono.
Il senso della mail l'ho capito benissimo ma questo scivolone fa decadere tutto quello che di buono poteva dire.
Ciao Giacomo uno che non ti ricatterà mai moralmente.

Ciao Giacomo.  

Si, il passaggio della lettera dell'avvocato a cui fai riferimento, non è stata molto apprezzata dai lettori e prendo la tua, come occasione per spiegare ancora l'obiettivo di questo misero blog.

TARGHET- Confesso che mi piacerebbe molto sapere il targhet di chi segue il blog: l'età, il lavoro, componenti familiari, il settore dello stadio da cui assistono le partite dell'Atalanta, ma non ho mai chiesto perchè sono convinto che lo sport sia una passione che unisce tutti su uno stesso piano. Quando esco in bicicletta, oltre a farlo con i compagni di squadra, mi capita spesso di incontrare altre persone lungo la strada: imprenditori, dirigenti, fruttivendoli, insegnanti, operatori ecologici, ricchi, poveri, ma a nessuno interessa cosa fa l'altro o il suo 740, ci si da tutti del "tu" perchè la bici, come dovrebbe essere il calcio, unisce, non divide mettendo tutti su un piano orizzontale.

Ahimè, nel calcio purtroppo assistiamo a divisioni tribali da un paese all'altro, tra città (Bergamo-Brescia una cosa assurda), regioni, nazioni. Una cultura che questo blog ha sempre condannato, avendo  la piccolissima grande ambizione, di far passare un messaggio di cultura sportiva più civile.

 Se non uguale, almeno avvicinabile agli altri sport, in cui c'è il rispetto dell'avversario, non ci sono scuse per una sconfitta e anche se ci fossero, verrebbero accettate come una componente che fa parte dello sport. Oggi tocca a me subire un torto, domani a te. E via.  

Il pensiero espresso in modo civile è giusto pubblicarlo.  L'ho fatto più che altro per chiarire alcuni aspetti del blog, a partire dai toni a volte sopra le righe, comprendendo benissimo che questo non può piacere a tutti, ma qui dentro trovate un modo di scrivere come si parla al bar, non mi frega nulla del linguaggio ricercato, diplomatico, forbito. Stiamo parlando di calcio  e dovrei star qui a ragionare o ricercare la parola giusta? A volte qualche citazione "culturale" cerco di inserirla, ma sono rare eccezioni, perchè sono altri gli ambienti dove far valere i propri studi, letture e conoscenze. Adoro la filosofia, la politica, i libri dei grandi pensatori sociologici, ma poi scrivo come uno con il diploma di quinta elementare. E allora? Offendo qualcuno? Chissenefrega? Se volete discutere in modo forbito, ci vediamo e parliamo di altro. 

 Se mi fossi appiattito su una pura cronaca, usando questo sito come veicolo pubblicitario per far soldi (e vi assicuro che di richieste ne ho avute a vagonate),  per stendere tappeti rossi al giocatore o dirigente di turno per un posto in sala stampa, mi sarei snaturato moralmente. Sono e sarò sempre un ragazzo libero di esprimere ciò che penso in modo obiettivo, senza condizionamenti. Ho pagato pure con delle querele (tutte finite in nulla), ma cambiare il modo di scrivere, facendo pura cronaca con un linguaggio forbito, chiuderei il sito domani mattina per la tristezza.

QUI VOGLIO CREARE opinione, analisi su cui discutere con gli amici, colleghi, compagni di scuola o di sport. Voglio portare avanti la mia missione di un tifo sano, civile, corretto, passionale, con uno STADIO A POLIZIA ZERO!

Questo lo possiamo realizzare assieme con il passaparola, mordendoci la lingua prima di insultare o accusare l'arbitro per una sconfitta, perchè le motivazioni di un risultato negativo, alla fine vanno sempre ricercate al proprio interno.  

ABBIAMO UNA MISSIONE: RIPORTARE IL CALCIO A LIVELLI CIVILI SIMILI AGLI ALTRI SPORT, DOVE LO C'E' UNIONE, NON DIVISIONE TRA PAESI, CITTA'. REGIONI, SOLO PER DEI COLORI DIVERSI. Vogliamo abbattere le barriere e poi nel calcio alziamo muri spinati PER UN PALLONE!!

 Detto questo, oggi l'avvocato mi ha scritto di nuovo, soddisfatto  della risposta ricevuta. Abbiamo acquistato un nuovo tifoso civile.  La  missione continua;). ciao grazie.

GIORGIO M.

Ciao Luca, innanzitutto complimenti e grazie per quello che fai per i tifosi civili. Continua così. Sarò breve. Ho letto l'intervista a Luca Percassi. Vorrei capire che ce ne facciamo delle strutture senza i giocatori. Non sono i muri che vanno in campo. 

Ciao Giorgio, grazie della tua lettera che mi permette di rispondere anche ad altri lettori che hanno sollevato questo "problema".

E' vero che i muri non vanno in campo, ma è grazie alle infrastrutture che una società può guadagnare e crescere negli anni. Pensa la differenza che c'è ad avere una cosa in affitto o di proprietà. Nel primo caso continui a pagare per abitarci, nel secondo, una volta finito di pagare, un domani puoi rivendere la casa a prezzo superiore, comprandone un'altra più grande. Fuori di metafora: una società può prendere in prestito Messi per un anno, magari gli fa vincere lo scudetto un anno, ma poi l'anno dopo hai le casse semi vuote con una squadra di brocchi. Mentre grazie alle strutture, agli investimenti a lungo termine, non vedi subito i risultati, ma a prodotto finito ti accorgi tutto d'un tratto di avere 100 milioni in saccoccia per aver coltivato in casa 3 messi tutti tuoi.

Purtroppo le interviste sul calcio, grondano di domande banali, non permettono ai vari dirigenti di illustrare come nascono certi progetti, le loro idee, i motivi di certi investimenti. Pace. Ciao grazie.