Graziano Azzola:"Da 40 anni allo stadio, un degrado impressionante. Non mollare!" Aiutiamo Percassi. I giovani di Zingonia siano campioni in campo e fuori. E' ancora una casta troppo chiusa, ti porto un esempio di Diamanti. Le generazioni future...

03.02.2017 16:28 di Luca Ronchi  articolo letto 1414 volte
Graziano Azzola:"Da 40 anni allo stadio, un degrado impressionante. Non mollare!" Aiutiamo Percassi. I giovani di Zingonia siano campioni in campo e fuori. E' ancora una casta troppo chiusa, ti porto un esempio di Diamanti. Le generazioni future...

Ciao Luca
davvero tanti complimenti x le idee che stai portando avanti  Frequento lo stadio da 40 anni prima curva poi gradinata ,ma il degrado civile è impressionante , anche se comincio a sentire un nuovo vento di freschezza del tifo , persone che vanno allo stadio x divertirsi parlare della loro squadra ,gioire  patire ma in modo civile . Ne vedo tanti vicino a me e questo mi ha fatto ricredere nello smettere di andarci,ogni tanto arriva qualche tifoso ospite , un po' impaurito ma dopo qualche minuto vedendo come si vede la partita si rilassa.
Di contro ve ne sono tanti altri che insultano  , persone di una certa età e no , questo fa male  in tanti abbiamo tentato di parlarci convincerli , niente da fare . Spero che il tuo blog apra gli occhi a questi personaggi  x un calcio civile
Sei un grande
Ciao

Grazie Graziano, molto gentile.

Ricevo molto volentieri a tua testimonianza come un segno di cambiamento che anch'io comincio a respirare, anche se ahimè, c'è ancora tanta, troppa gente che vive il calcio come una valvola di sfogo. La repressione tanto condannata da una frangia infinitesimale di teppisti, sta raccogliendo i frutti e sono sicuro che tra qualche anno, i cordoni delle restrizioni, verranno decisamente allentati per il bene di tutti, ma non dobbiamo abbassare la guardia.

Ognuno di noi, deve fare la sua parte, far sentire il tifoso incivile, verbalmente violento, con una scusa pronta per ogni sconfitta come se intorno all'Atalanta ci fosse un complotto internazionale, un danno per la società e per l'Atalanta.

Avete mai sentito Percassi lamentarsi degli arbitri? MAI. Purtroppo qualche dirigente si, e la cosa stona per una società che sta crescendo sotto tutti i punti di vista. Mi auguro che i nuovi giovani calciatori, oltre ad essere dei campioni in campo, portino un messaggio nuovo di sportività, tagliando i ponti con le frange violente del tifo e aprendosi ai veri tifosi.

Mi capita molto spesso di parlare di allenamento e alimentazione con i vari Nibali, Aru, e tanti altri campioni del ciclismo che potremmo paragonare ai Messi o Ronaldo del pallone. Ecco, questo è il bello dello sport, mentre nel calcio, se scrivi ad un ragazzino di 17 anni, non si degna nemmeno di rispondere perchè gioca nell'Atalanta o nella Juventus. DOVREBBERO BACIARE LA TERRA DOVE CAMMINANO I TIFOSI, perchè se gira il vento, questi dei del pallone, finiscono nel dimenticatoio come dei giocatori di Curling. Con tutto il rispetto del Curling.

Mi è capitato di sentire una testimonianza di un compagno di squadra di Aladino Diamanti, ex giocatore dell'Atalanta, quando era al Bologna. Un signore anziano che aspettava fuori dal centro di allenamento da 3 ore, ha chiesto cortesemente a Diamanti una foto, ma si è sentito rispondere di no perchè era di fretta. Fortunatamente è stato sentito dall'allora capitano rossoblu e richiamato immediatamente indietro, facendo contento il signore.

Non solo, ci sono molti giocatori che spesso escono dal retro dello stadio o del centro d'allenamento per evitare la trafila di tifosi in cerca di un autografo. Prova invece ad andare alla partenza di una corsa di ciclismo di 250km e vedrai la disponibilità pazzesca dei corridori, oppure vedere Nadal o Federer che dopo una sconfitta, si fermano a fermare autografi. 

I giocatori sono degli esempi per i bambini, hanno un potere mediatico importante e come tale tante responsabilità nei loro confronti. Ormai la nostra generazione è irrecuperabile, ma i vostri figli, possono e devono trovarsi negli anni, uno sport sano, pulito, passioni, colori, amicizie, tifo sano senza barriere assurde e incomprensibili.

Io non conto nulla, ma è la goccia che scava la roccia e più siamo e più riusciremo a cambiare questa cultura nefasta per il nostro calcio. La civilità di una società, si misura nelle piccole cose quotidiane, ecco, partiamo da queste.