L’autogol del Papu. Igor Di Palma:”Mio figlio deluso da Gomez”. Non basta fare gol per rendere contenti i tifosi. Abbiate idoli, ma senza volerli conoscere, vi deluderebbero. Una polemica finita sui social

07.02.2017 13:25 di Luca Ronchi  articolo letto 1798 volte
L’autogol del Papu. Igor Di Palma:”Mio figlio deluso da Gomez”. Non basta fare gol per rendere contenti i tifosi. Abbiate idoli, ma senza volerli conoscere, vi deluderebbero. Una polemica finita sui social

Ciao, ti scrivo xe ho discusso via instagram cn Gomez ed altri utenti, prima di essere bloccato.

Mercoledì porto mio figlio all'evento Atalanta store....che inizia alle 18 e finisce alle 19. Arrivo alle 17.40 la Coda arriva fino al ristorante cinese di via giorgio paglia. Alle 19.00 sono ancora allo stesso punto...arriva un signore che dice a tutti che e finito l'evento...

I bambini si avvicinano all'entrata del negozio..il Papu e dentro...e va sul retro...senza nemmeno degnarsi di salutare....con due tizi sulla porta che impedivano di entrare e vedere dentro. Incazzato nero...porto mio figlio a casa.

Scrivo al papu che mi risponde che l'evento durava fino alle 19 e che ha una vita anche lui ...non può andare a casa alle 21.... MA SCHERZIAMO?????

NON HO MAI VISTO NESSUN CANTANTE E NESSUN PERSONAGGIO PUBBLICO AD UN EVENTO A LUI DEDICATO PRENDERE ED ANDARSENE ...E LASCIARE LA GENTE FUORI AL FREDDO!!!!! NON ESISTE PROPRIO.

E la gente che scriveva di non ascoltarmi che aveva fatto già abbastanza... Mah...x me é incredibile...sei un personaggio pubblico...lavori due o tre ore al giorno...sei li grazie ai tifosi ed alla gente che ti segue...

Scusa la sfogo ma e stato un esempio di mancanza di rispetto enorme...

Ciao. Igor

Ciao Igor, scommettiamo che la prossima volta che Gomez farà gol, tuo figlio non muoverà un muscolo facciale? Anzi, probabilmente lo manderà pure a quel paese.

Eh gà, ne parlavamo proprio ieri della disponibilità di questi eroi della pedata. Bravi, sorridenti, umili ma a tempo determinato, guai sfiorare il protocollo dettato dall’addetto stampa, che li accompagna ovunque come fossero dei malati di Alzhaimer, mettendogli in bocca cosa dire e come muoversi.

Lo sapevano pure i tombini che Gomez avrebbe creato un caos come per nessun altro componente della rosa e i tempi prefissati, si sarebbero fatalmente dilatati. Fiscalmente, hanno ragione, ci mancherebbe, dalle 18 alle 19 era fissato l’evento, per cui chi è rimasto fuori cavoli suoi. 

Ma un minimo di elasticità mentale, concedendo anche agli ultimi bambini rimasti, di poter avere pure loro una foto, chiudendo la serata alle 19,30-20, non credo avrebbe mandato in aria un protocollo insindacabile, fittissimo di incontri del Papu Gomez.

 

Persino Mattarella, ha sforato i tempi della sua visita a Bergamo e credo che il presidente della Repubblica, abbia un filo di appuntamenti e orari in più da rispettare, rispetto a Gomez.

 Caro Igor, io ho smesso di fare il tifoso talebano da anni, preferisco seguire (ancor di più praticare) altri sport e ti assicuro che come giustamente scrivi tu, negli altri sport, gli atleti si “tuffano” in mezzo alla gente a costo di farsi venire il tunnel carpale a furia di firmare autografi. E sto parlando di fuoriclasse come Nadal, Federer, Contador, Nibali, Aru etc etc

C’è chi  della propria professione ne trae un guadagno continuo e altri che grazie ad essa, si dedicano al VERO MOTORE DELLO SPORT CHE SONO I TIFOSI!

Anni fa, avevo anch’io i miei idoli sportivi, ma poi quando vieni a conoscerli nel privato, il 99% di loro ti delude. Sono personaggi costruiti per vendere la loro immagine, degli imprenditori di loro stessi, la colpa è anche vostra che gli date tutto questo potere.

Andate alla partita, godetevi lo spettacolo, ma poi fuori dal campo, salvo rare eccezioni, non credo abbiano molto da dirvi o darvi, rispetto ad altre persone che magari per 2.000 euro al mese, salvano vite in ospedale o come volontari sulle ambulanze o pattuglie delle forze dell’ordine si dedicano anima e corpo al prossimo senza limiti di orario.

Io credo che lo stesso Gomez si sia pentito della risposta, ma i social sono una pistola carica in mano ad un bambino. C’è chi riesce a trarne beneficio e chi a volte li usa in modo improprio. Non mi riferisco a Gomez, ma agli utenti che dietro ad un nick name, spesso si sentono liberi di poter offendere il politico, il calciatore, il cantante, il personaggio tv solo perché è un personaggio pubblico e dunque deve mandare giù di tutto “perché con quello che prende”…. Eh no!

Quando parlo di tornare ad un rispetto complessivo in questo sport popolato da cavernicoli, mi riferisco anche se non soprattutto ai social. Ci sono delle pagine di calcio, dove imperversano bestemmie, auguri di morte a questo o quell’altro dirigente o calciatore, insulti, rutti liberi, parolacce. Una latrina a cielo aperto 2.0.

Io spero di poter organizzare presto degli incontri fissi nelle scuole con la società Atalanta, istituzioni, addetti ai lavori, questura, giornalisti per cominciare a portare il messaggio di un tifo civile tra i ragazzi fin dalla giovane età. Siete voi genitori ad insegnare ai vostri piccoli le regole del comportamento nella società e allo stadio. Il tifo “per”, il rispetto dell’avversario, il non cercare sempre scuse esterne per giustificare una sconfitta.  

Grazie della tua testimonianza, sperando non si ripeta più in futuro una vicenda simile, serva come esempio quando all’Atalanta Store si presenterà Petagna, altro giocatore che avrà sicuramente una coda chilometrica ad attenderlo. Chiaramente il blog è pronto a pubblicare una replica da parte della società o dello stesso Gomez.  

Un abbraccio a te e tuo figlio.