Atalanta, 3^ per ricavi 2014-16, ma il meglio deve ancora venire. Investire in giocatori o in infrastrutture, le due vie per sopravvivere. Spettatori, nerazzurri tra i peggiori. Gomez e i social, ecco chi c’è dietro. In arrivo Ata tv?

 di Luca Ronchi  articolo letto 2284 volte
Atalanta, 3^ per ricavi 2014-16, ma il meglio deve ancora venire. Investire in giocatori o in infrastrutture, le due vie per sopravvivere. Spettatori, nerazzurri tra i peggiori. Gomez e i social, ecco chi c’è dietro. In arrivo Ata tv?

L’Atalanta vola in campo, ma soprattutto a livello economico. Ci sono due vie per mantenere i bilanci in attivo: prendere i soldi dai diritti tv, dalla vendita di gadget e biglietti e investirli per grandi giocatori (top club), mentre c’è chi fa l’opposto, prendendo giocatori semi sconosciuti o coltivandoli in casa dai settori giovanili e li rivende con grandi plus valenze, per poi reinvestire i guadagni in infrastrutture come stadio (vedi Udinese), Centro d’allenamento, casa del giovane e in comunicazione.

Nella seconda categoria entra di diritto l’Atalanta che nel biennio 2014-16 si piazza terza in classifica per incassi (7,5 milioni), alle spalle del Torino (12,5) e Udinese (18,7), in attesa di scoprire i ricavi dopo le cessioni di quest'anno di Gagliardini, Caldara, Conti, Gomez, Petagna, Kessie.  Il sorpasso è in atto, ma non pensate che questi soldi verranno messi sotto il materasso. Solo per pagare il personale di Zingonia partono quasi 10-15 mln all'anno.

Mentre in fatto di spese per il mercato,  i nerazzurri, si piazzano tra le prime come società meno spendaccione.

Fa effetto vedere come le due milanesi siano i due club che spendono di più, quasi il doppio della Juve e nonostante ciò, negli ultimi anni, hanno un campionato di ritardo rispetto ai bianconeri. L’ennesima dimostrazione di come non basta spendere per vincere, sennò il Manchester City, avrebbe una sala piena di trofei, invece il campionato lo vince il “povero” Chelsea.

Anche i social (Facebook, Instagram, Twitter), nel calcio moderno, sono strumenti fondamentali. Non è un caso che le società che incassano di più, sono anche quelle con più seguaci sui social. Lo stesso discorso vale per i singoli giocatori. Nell’Atalanta, fanno fatica a parlare all’Atalanta Store, figuriamoci sui social, ma Gomez ha capito tutto e se pensate che i suoi video su Facebook, Instagram o Twitter, siano frutto di improvvisazione, vi sbagliate di grosso. E’ tutto studiato a tavolino da un’agenzia di marketing che gli cura l’immagine. Fino a due anni fa, Gomez (così come la stragrande maggioranza dei giocatori dell’Atalanta), non lo conosceva nemmeno il suo allenatore, oggi grazie ai social e la sua Papu Dance, lo conoscono tutti. Furbo? No, lungimirante, intelligente, imprenditore di se stesso e se a giugno (come probabile), andrà al Milan, la sua immagine, subirà un impennata di popolarità.

ATALANTA TV- A proposito di comunicazione, Percassi starebbe studiando seriamente di accendere un canale mediatico a tinte nerazzurre. Per ora c’è solo un canale ufficiale su You Tube, ma presto potrebbe sbarcare sulla piattaforma Sky. Le idee sono in cantiere, non ci resta che attendere.

SPETTATORI- La nota dolente, arriva dalla presenza di spettatori allo stadio. La percezione è quella di avere avuto sempre un Comunale pieno in questa stagione, invece non è così. I nerazzurri in questa classifica si piazzano al 14° posto su 20 club di serie A. Addirittura il Verona in B ha fatto più spettatori.