Barrow cresce in fretta, dalla Primavera all'Europa in pochi mesi

26.07.2018 04:55 di Luca Ronchi  articolo letto 2283 volte
Fonte: Gazzetta dello Sport
Barrow cresce in fretta, dalla Primavera all'Europa in pochi mesi

Sabato sera ha dimostrato di essere pronto anche per il debutto in Europa: Musa Barrow sta decisamente bruciando le tappe. Sabato sera, contro l’Hertha, il talento del Gambia ha segnato. Ma non solo: ha dimostrato di essere entrato, anzi rimasto, nei meccanismi del gioco di Gasperini che ha imparato in poche settimane dopo aver lasciato la Primavera. E così, in attesa di ritrovare il vero Zapata arrivato a corto di preparazione, l’Atalanta si trova con un’alternativa importante. Barrow titolare fisso: impensabile solo qualche mese fa.

Come Kessie Il suo caso è paragonabile a quello di Franck Kessie: come l’ex centrocampista nerazzurro passato al Milan, Barrow è sbarcato in Italia nell’estate 2016 e poi tesserato a 18 anni per essere inizialmente aggregato alla squadra Primavera. Per questioni burocratiche ha comunque dovuto aspettare i primi mesi del 2017 per iniziare a giocare. Si è fatto notare al Viareggio (4 gol in 5 partite) e poi nel finale di campionato (9 in 5!). Il ragazzo ha fatto vedere in fretta di essere fuori categoria. Per consolidare la sua crescita, l’Atalanta lo ha tenuto come fuoriquota nella prima parte della scorsa stagione (è un ‘98, quindi un anno più grande rispetto al limite d’età). In pochi mesi ha segnato 23 gol, conquistando il titolo di capocannoniere del campionato pur giocando solamente 18 partite, poco più della metà del totale. Ha anche firmato 7 doppiette e addirittura un poker, nell’incredibile 7-1 contro la Roma.

CHE FINALE La sua promozione in prima squadra da gennaio in poi (debutto da professionista in Coppa Italia contro la Juve) è stata più che altro la logica conseguenza della superiorità mostrata in Primavera. Barrow ha comunque dovuto superare un altro breve periodo di ambientamento: Gasperini gli ha concesso un paio di panchine tra febbraio e marzo, ma è solo ad aprile che Barrow è entrato stabilmente nelle rotazioni, superando nelle gerarchie Petagna e Cornelius, troppo poco prolifici. L’esordio da titolare alla 32a giornata contro l’Inter, e nelle sei partite successive Barrow è stato il centravanti titolare in quattro occasioni, segnando tre gol, tutti col destro (a Benevento, col Genoa e con la Lazio), e firmando un assist. Ha fatto anche un doppio spezzone nelle semifinali di Coppa Italia e chiuso il campionato con un solo gol in meno di Petagna, in campo tuttavia ben 29 volte e gli stessi di Cornelius in 23 presenze.

COME GIOCA Abituato al calcio di strada e sfrontato quanto basta, il ragazzo nato a Kanifing, distretto di Banjul, capitale del Gambia, e cresciuto nel mito di Zidane, ha lo spunto e la velocità per fare l’esterno e nello stesso tempo vede la porta con la naturalezza dei centravanti di razza. La sua facilità di calcio ha impressionato sia Gasperini sia l’ultimo allenatore in Primavera, Massimo Brambilla. Due dei tre gol segnati in Serie A sono praticamente identici: col primo tocco prepara la conclusione e poi supera il portiere grazie a un tiro secco che conferma la sua tranquillità davanti alla porta. Ma Barrow sa muoversi anche nello stretto: contro l’Hertha ha chiesto e ottenuto un triangolo con Gomez, si è liberato in area e ha battuto il portiere tedesco. Giovedì, visto lo stop di Ilicic causa influenza, giocherà ancora in coppia col Papu. L’intesa tra i due è già più che discreta, come la condizione atletica, raggiunta con abbondante anticipo rispetto agli altri.