Bergamo e Dortmund è un paese per giovani

12.02.2018 12:26 di Luca Ronchi  articolo letto 2141 volte
Fonte: Gazzetta dello Sport
Bergamo e Dortmund è un paese per giovani

La Settimana Mondiale della Gioventù è lontana solo tre giorni. Borussia Dortmund e Atalanta, che si incontreranno nei prossimi due giovedì, sono famose in Italia per l’attenzione verso i ragazzi. Gasperini un anno fa ha svoltato quando ha dato fiducia a Gagliardini, Caldara e Petagna. Il Borussia è più importante, più ricco, storicamente più forte – ha vinto una Champions… - ma punta ancora di più sui ragazzi. Nessuno in Europa ad alto livello ha il coraggio dei gialloneri. Stöger sabato ha fatto giocare dall’inizio Pulisic (19 anni), Weigl (22), Akanji (22) e Toljan (23), ma l’operazione simbolo degli ultimi due anni è Ousmane Dembélé: preso a 19 anni dal Rennes, fatto subito giocare e rivenduto al Barcellona dopo polemico braccio di ferro. Gli esempi non mancano anche nella formazione attuale. Pulisic è arrivato a 16 anni e a 17 era titolare: fenomeno lui, fenomeno chi non ha avuto paura di lanciarlo. Götze e Sahin sono cresciuti nelle giovanili, sono andati altrove (Bayern e Real…) ma sono tornati. Dahoud e Raphael Guerreiro si sono presentati in città a 21 e 22 anni, da stelline pronte al salto di qualità, ma gli ultimi investimenti sono anticipati. Isak e Sancho hanno firmato a 17 anni e rischiano seriamente di essere i prossimi. Leggendo tutto questo, si capisce: al di là di un buon vivaio, la chiave è lo scouting, che fino a poco fa era nelle mani di Sven Mislintat, capo scout passato all’Arsenal a novembre.

IL VIVAIO All’Atalanta decidono Luca Percassi e Sartori, ma una similitudine c’è: a Bergamo e Dortmund, l’allenatore fa l’allenatore. Può dare un’indicazione di mercato, ma è la società a decidere chi comprare. Certo, Gasperini influisce tantissimo sulla formazione (e la valutazione…) dei giovani, più di quanto succede al Borussia. L’Atalanta da qualche anno è più aggressiva nello scouting all’estero a livello giovanile — Kessie e Barrow vengono da lontano — ma la sua forza è da sempre il vivaio: Caldara, Bastoni e Melegoni sono gli eredi di Donadoni, Montolivo, Gagliardini, Locatelli, Conti e tanti altri. In Italia, paese calcisticamente conservatore, basta e avanza per essere un riferimento. Anche per questo giovedì sera alle 19 non c’è un posto migliore per vedere il calcio.