"Ce l'ha su con l'Atalanta".... La Gazzetta innamorata della Dea. Gli inglesi stupiti da Cristante e Gomez. Elogio al tifo (quello civile e passionale) e al Gasp arrivato per caso.

 di Luca Ronchi  articolo letto 2349 volte
"Ce l'ha su con l'Atalanta".... La Gazzetta innamorata della Dea. Gli inglesi stupiti da Cristante e Gomez. Elogio al tifo (quello civile e passionale) e al Gasp arrivato per caso.

EUROPA LEAGUE: LE NOSTRE SQUADRE TUTTE QUALIFICATE

Alla faccia di coloro che schifano la Gazzetta e i suoi giornalisti, chiamati con disprezzo "giornalai" che si fanno il culo quadro dalle 5 di mattina alle 7 di sera, dopo la vittoria dei nerazzurri a liverpool, la Rosa si è innamorata della Dea con un editoriale di Nicola Cecere che trovate qui sotto.

Europa League, una coppa per amica: le nostre tre squadre sono ai sedicesimi. Lazio e Milan da prime e l’Atalanta promette di emularle all’ultimo turno contro il Lione. Ah, questa Dea che elimina gli inglesi rifilandogli otto gol tra Reggio Emilia e Liverpool, è stata un potente antidepressivo. Anzi, diciamolo, ci ha fatto letteralmente innamorare. Vincere in Inghilterra non è mai facile (a Goodison Park è la prima italiana a riuscirci), stravincere, poi, sembrava impossibile. E invece ecco la goleada, ed ecco la Papu Dance ballata sugli spalti da più di tremila nerazzurri: un’immagine indimenticabile per la storia bergamasca. Proseguendo nei ricordi indelebili, la notte ha visto sugli scudi Bryan Cristante. E’ stato lui l’apripista. Prodotto del vivaio milanista, 22 anni, è stato una felice intuizione degli scout atalantini per rimpiazzare Gagliardini e Gasp lo sta istruendo. Riusciremo a vederlo in tempi brevi nella ricostruenda Nazionale? Le forze fresche vanno impiegate, siamo tutti d’accordo?

DALL'INGHILTERRA

CRISTANTE SUPERSTAR Gli inglesi, non solo i media, hanno scoperto l’Atalanta. Un ampio servizio pubblicato sul sito della Bbc giovedì mattina, per raccontare tutte le virtù della squadra di Gasperini, è stato l’antipasto. I giornali ieri mattina hanno servito il dessert, con ampi elogi ai bergamaschi. L’esibizione al Goodison Park – appena 17.431 spettatori, la crisi dei Toffees comincia a presentare il conto anche al botteghino – è stata una bella vetrina per diversi giocatori. Cristante ha avuto 8,5 in pagella dal Daily Mail e 8 dal Times. Gomez ha ricevuto il 9 dal Sun, nonostante il rigore parato da Robles.

 E’ piaciuta, in generale, l’interpretazione della gara da parte dell’Atalanta, padrona del campo dal primo minuto. Da queste parti, chi attacca e mostra coraggio guadagna consensi. «Humiliation» titola il Daily Mail. «L’Atalanta distrugge le speranze di lavoro di Unsworth», si legge sul Guardian. Undici giorni dopo l’eliminazione dell’Italia dal mondiale è una magra consolazione, ma anche un conferma: non siamo completamente a terra, almeno dal punto di vista tecnico.

ELOGIO AL TIFO, QUELLO VERO

Un terremoto, quello provocato dall’Atalanta. Peccato però la coda finale di quanto denunciato ieri dal Liverpool Echo: il ristorante East Z East è stato preso d’assalto giovedì pomeriggio da un gruppo di fan, alcuni dei quali, secondo la testimonianza fornita dal proprietario «indossavano gadget dell’Atalanta. Altri avevano sciarpe e passamontagna neri». Peccato davvero, perché l’esodo degli oltre tremila tifosi della squadra bergamasca è stato un bell’happening, con visite ai vari musei dedicati ai Beatles e le passeggiate nella zona dei Docks, nonostante giovedì il clima sia stato inclemente.

Una storia incredibile, per questo bellissima. L'Atalanta, provinciale senza scrupoli, capace di diventare la prima squadra italiana a segnare cinque gol in trasferta ad una inglese. Chi lo avrebbe mai detto. Qualificata con una giornata d'anticipo ai sedicesimi di finale, in un girone con Everton e Olympique Lione. "Sono spacciati", si diceva. Errore.

Un sogno, un'emozione indimenticabile. Ma come si può spiegare? Cos'è l'Atalanta? Solo calcio, ma per questo anche vita. Lavoro e sudore. Fatica. Per raggiungere un risultato impossibile da da prevedere.

L'Atalanta è Gasperini, uno che a Bergamo (l'ho scritto mille volte nrd)) non doveva nemmeno arrivare. Poi saltò la trattativa con Maran e la società affidò la panchina all'ex allenatore di Genoa e Inter. A posteriori una scelta geniale, ma imprevedibile. Lui che a Milano aveva fallito, una pioggia di critiche: "Non è adatto ad una big". Lui che ha vissuto l'esperienza Zamparini, esonerato e poi richiamato nell'arco della stessa stagione. Lui che ieri sera si è lasciato andare: "E' stata la notte più bella della mia carriera".

L'Atalanta è Cristante. "Non è forte, sopravvalutato". Quante volte lo avrete sentito dire. Invece no. Dal gennaio scorso si è calato alla perfezione nell'ambiente nerazzurro, ieri una doppietta. E' il capocannoniere della squadra con quattro gol segnati in campionato e tre in Europa League. Un giocatore totalmente rinato. 

L'Atalanta è Papu Gomez, geniale trascinatore. E' il settore giovanile, con Caldara fiore all'occhiello. E' la garra sudamericana di Toloi e Palomino, l'esperienza di Ilicic e Kurtic.

La corsa infinita di de Roon, Hateboer, Gosens, Castagne. E' la forza di Petagna e Cornelius, la voglia di stupire di Orsolini, Vido, Bastoni e Melegoni.

Ma l'Atalanta è soprattutto la passione infinita di un popolo. In tremilacinquecento hanno invaso la città di Liverpool. Dieci charter partiti la mattina da Malpensa e Orio Al Serio, verso il John Lennon Airport. Poi ben quarantatré pullman li hanno trasportati verso lo stadio. Ragazzi, pensionati, padri di famiglia. Di ogni età. C'è chi ha preso giornate di ferie, chi a scuola non ci è andato. Non si può mancare in una giornata così. Un coro continuo, oltre il novantesimo. Con Goodison Park che sembra tremare.

Con quello striscione che portano ovunque: "Bergamo". Un legame indissolubile tra squadra, popolo e città. Solo in pochi - le richieste per i biglietti erano superiori a diecimila - possono dire "io c'ero", raccontandolo un giorno ai nipoti. Perché l'Atalanta è una passione che si tramanda di padre in figlio. Di generazione in generazione. Sono notti magiche che resteranno nella storia del club. "La notte di Liverpool". Ed è già nostalgia.

Ma non è finita qui. Ora c'è il Lione a Reggio Emilia. Poi il sorteggio verso i sedicesimi di finale. Per un'altra invasione nerazzurra.