Cristante il bomber vale il duo Petagna-Cornelius (10 gol). Atalanta democratica: segnare poco, segnare tutti. Numeri impietosi, l'attacco della Lazio segna come tutta l'Atalanta. L'ex Ventola avverte:"Alla lunga è un rischio"

 di Luca Ronchi  articolo letto 2437 volte
Fonte: Gazzetta dello Sport
Cristante il bomber vale il duo Petagna-Cornelius (10 gol). Atalanta democratica: segnare poco, segnare tutti. Numeri impietosi, l'attacco della Lazio segna come tutta l'Atalanta. L'ex Ventola avverte:"Alla lunga è un rischio"

Falso nove? No, vero, anzi verissimo. Estremizzando e fidandosi soltanto delle statistiche, si può dire che Bryan Cristante, che di mestiere fa il centrocampista, vale come due centravanti di ruolo: 10 gol lui, tra coppe e campionato, 6 Cornelius e 4 Petagna. L’anomalia dell’Atalanta, se così si può chiamare, sta tutta in queste cifre, ed è un problema che molti allenatori vorrebbero avere al posto di Gasperini.

 Domenica contro il Chievo ha giocato trequartista perché, assente Gomez, Ilicic ha fatto la seconda punta. E in quella posizione Bryan ha costruito una lunga serie di palle gol, alcune delle quali condite da errori abbastanza sorprendenti. Ma si torna alla domanda iniziale: giusto dipendere dalle reti (e dalla mira imprecisa) di un giocatore che si è scoperto uomo gol soltanto negli ultimi due anni?

Altri numeri confermano la centralità di Cristante: ha giocato più dei Cornelius e Petagna, tirato di più, recuperato più palloni e vinto più duelli. Tutto bene, dunque, Il rischio è però che il centrocampista multiuso accusi un comprensibile calo di rendimento. In questo caso, la scarsa confidenza con il gol di Petagna e Cornelius potrebbe davvero diventare un problema.

L'Atalanta è andata in gol con giocatori  diversi (l’ultimo è stato Mancini domenica), Segnare poco, segnare tutti: è lo slogan che di sicuro non dispiace a Gasperini. Il fatto che vadano a segno tutti o quasi (all’appello mancano tre dei quattro esterni: Spinazzola, Hateboer e Gosens) è un prezioso valore aggiunto. Ma c’è il rovescio della medaglia: non avere un centravanti da doppia cifra in grado di risolvere da solo la partita, significa puntare su soluzione alternative e non sempre l’avversario o la partita lo permettono. In campionato ci sono 8 giocatori che hanno fatto meglio di Cristante, arrivato a 7 come Ilicic, l’altro capocannoniere. L’attacco nerazzurro, come produttività, è molto lontano dalle prime della classe. Per dire; i primi tre cannonieri della Lazio, e cioè Immobile, Milinkovic-Savic e Luis Alberto insieme hanno segnato solo un gol in meno rispetto a tutta l’Atalanta (35 contro 34).  In attesa di rivedere il Gomez che tutti conoscono, l’Atalanta sfrutta al massimo il momento d’oro di Bryan. Che si sta godendo una piacevole crisi d’identità dopo essersi chiesto: «Sono davvero diventato un attaccante?».

NICOLA VENTOLA

Le piace l’Atalanta con Cristante inedito uomo gol?

«Moltissimo: è la dimostrazione che il gioco di Gasperini permette ai centrocampisti di andare facilmente al tiro grazie ai movimenti che fanno Petagna e Ilicic».

Ma dove potrebbe arrivare l’Atalanta con un centravanti da doppia cifra?

«Non oso immaginarlo... Per questo credo che, specialmente in caso di un’altra qualificazione in Europa League, la società dovrà muoversi sul mercato: servirà un attaccante con le caratteristiche di uomo d’area, ben diverso da Petagna e Cornelius. Anche perché alla lunga può diventare un rischio giocare senza un vero bomber, uno in grado di risolvere da solo la partita»».

E’ rimasto stupito dalla trasformazione di Cristante in un anno con Gasperini?

«No, è un giovane di grande talento, come ce ne sono pochi in Italia. Ha corsa, senso della posizione, capacità di segnare. E ha ancora margini di miglioramento».

Come si troverebbe Ventola in questa Atalanta?

«Credo bene, anche se non saprei darmi un ruolo preciso. Ho fatto la prima punta con Morfeo trequartista, ma le mie caratteristiche erano altre. Io cercavo soprattutto la profondità, girando attorno al centravanti. Ma resta un dettaglio: giocare con Gasperini sarebbe troppo divertente»