De Roon, il motore nerazzurro

09.08.2018 00:13 di Luca Ronchi   Vedi letture
Fonte: Gazzetta dello Sport Paolo Vavassori
De Roon, il motore nerazzurro

Marten de Roon ha già preso per mano il centrocampo dell’Atalanta. Soprattutto in questi primi tempi, con il reduce dal Mondiale Remo Freuler che deve ancora trovare la brillantezza e la forma migliore. Lui, Marten, invece ha avuto modo di prepararsi alla perfezione, in anticipo rispetto alla passata stagione, quando sbarcò per la seconda volta a Bergamo, sua città d’adozione, proprio di questi tempi. L’11 agosto scorso, infatti, l’Atalanta annunciò sul suo sito l’acquisizione a titolo definitivo dal Middlesbrough del centrocampista olandese, scovato dal fiuto di Giovanni Sartori in Olanda appena due anni prima, quando faceva a sportellate in mezzo al campo con la maglia dell’Heerenveen in Eredivisie.

DUE VERSIONI De Roon è stato un acquisto azzeccato la prima volta e pure da «cavallo di ritorno», ha impressionato per costanza di rendimento, leadership e soprattutto attaccamento alla maglia. Il suo consueto giro di campo a fine gara per salutare il pubblico bergamasco è una traccia emblematica del feeling che si è instaurato con i tifosi. In verità, la seconda volta, c’è voluto un po’ di tempo per assimilare il gioco di Gasperini. De Roon era abituato a giocare giostrare davanti alla difesa, con due interni ai fianchi nel centrocampo a tre. Con Gasp, in mezzo, per quanto riguarda la fase di tamponamento e di rilancio dell’azione se la devono sbrigare in due. E l’olandese volante, in coppia con Freluer, dopo il normale rodaggio, ha trovato subito un’intesa perfetta. Il binomio della linea mediana è stato uno dei punti di forza della stagione scorsa, l’arma in più completata in fase avanzata dalle incursioni di Cristante, trequartista col vizio del gol. Là dietro, nelle retrovie di centrocampo, dove la contesa è fatta di duelli aspri e spigolosi, abbiamo già visto un De Roon in versione deluxe.

NUMERI Contro gli israeliani è andato in anticipo su tutti, è stato ringhiante in pressing, non ha disdegnato una certa iniziativa nel cucire la manovra, è stato presente fisicamente nei tackle e nel gioco aereo. Ha commesso qualche errore di troppo in questa prima fase di stagione come indicano le 29 palle perse complessive nelle tre gare dei preliminari europei. Tuttavia è stato più impreciso nella prima gara con il Sarajevo a Reggio Emilia. Poi un crescendo di prestazioni e i 26 palloni recuperati in tre sfide sono un bel segnale. Alla fine, la percentuale più esaltante in questi tre match è quella passaggi positivi/negativi: 183 quelli riusciti, solo 25 quelli falliti, con 2 suggerimenti filtranti e ben 62 verticalizzazioni. È l’identikit statistico di De Roon: un mediano che gioca semplice, compatto, pragmatico, sempre in linea con il quadro armonico di squadra. Riconquista e rilancia. Questo è Marten de Roon. Questo è il centrocampista olandese che nella serata afosa di Haifa ha corso avanti e indietro senza sosta. Come se avesse sette polmoni. È calcio d’agosto, ma De Roon è già sul pezzo.