Ecco il sistema inglese anti Hoologans. In Italia solo parole propagandistiche. STEWARD, TELECAMERE  E PENE CERTE: HOOLIGANS K.O.La Thatcher nel 1985 pretese misure durissime dopo una lunga serie di tragedie. E con i video negli stadi si beccano anc

01.01.2019 18:10 di Luca Ronchi  articolo letto 1477 volte
Fonte: Gazzetta dello Sport
Ecco il sistema inglese anti Hoologans. In Italia solo parole propagandistiche. STEWARD, TELECAMERE  E PENE CERTE: HOOLIGANS K.O.La Thatcher nel 1985 pretese misure durissime dopo una lunga serie di tragedie. E con i video negli stadi si beccano anc

La strage di Hillsborough del 15 aprile 1989, 96 morti e 766 feriti in occasione della semifinale di FA Cup Liverpool-Nottingham Forest, è riconosciuta come la maggior tragedia dello sport britannico e l’anno zero della rifondazione del calcio inglese, ma in realtà il governo conservatore di Margaret Thatcher era stato costretto a prendere i primi provvedimenti per combattere l’hooliganismo quattro anni prima. Il 13 marzo 1985 gli incidenti avvenuti alla vigilia, durante e dopo il sesto turno di FA Cup Luton-Millwall, bilancio finale 81 feriti, alcuni dei quali gravissimi come il sergente Colin Cooke, catturato dai teppisti e colpito alla testa con un blocco di cemento, avevano costretto la Thatcher a convocare «un gabinetto di guerra» per fronteggiare il fenomeno della violenza legata al calcio. La premier britannica invocò pene detentive e l’introduzione della carta d’identità del tifoso: le prime sarebbero state codificate, le seconde non furono mai varate. La situazione era gravissima, ma il peggio non era ancora arrivato. L’11 maggio 1985, avvenne il rogo di Bradford, con 56 morti. Il 29 maggio 1985, si consumò la strage dell’Heysel, con 39 vittime e oltre 600 feriti.

ANNO ZERO Il 1985 fu l’anno zero della lotta all’hooliganismo. La prima mossa fu lo Sporting Act, in cui si vietava l’introduzione e il consumo di alcol negli stadi. Nel 1986, la legislazione britannica produsse il Public Order Act, che ampliava i poteri della magistratura nell’impedire l’accesso negli stadi ai tifosi responsabili in passato di reati. Nel 1989, la tragedia di Hillsborough alzò il livello delle misure. Emblematica una frase di Margaret Thatcher, in visita ai feriti nell’ospedale di Sheffield, colta dall’inviato del Corriere della Sera Fabrizio Roncone, all’epoca firma sportiva di Paese Sera: «Abbiamo toccato il fondo. Una vergogna come questa non deve più ripetersi». Il primo atto fu l’emanazione del Football Spectators Act, in cui venivano identificati una serie di reati collegati al calcio: lancio di oggetti in campo o nella folla; cori razzisti o osceni; violenza contro persone o proprietà, comprese minacce e messa in pericolo della vita di una persona; consumo e possesso di alcol; introduzione di fumogeni. Il Report Taylor del 1990, con l’obbligo di ristrutturazione degli stadi e i posti a sedere, fu l’ultimo colpo di piccone all’hooliganismo. Il Report Taylor è stato aggiornato, con la militarizzazione degli steward e l’introduzione massiccia del sistema delle telecamere, arma efficacissima, insieme alla certezza della pena. A dicembre, grazie alle immagini registrate, è stato individuato e condannato il tifoso del Tottenham responsabile del lancio di una banana contro il gabonese Aubameyang dell’Arsenal: 4 anni di Daspo e multa. Il 3 gennaio 2019, un fan del Chelsea che ha intonato cori omofobi a Brighton il 16 dicembre 2018, è stato punito con il divieto di stadio fino al 2022. La collaborazione dei club è un altro antidoto fondamentale: proprio in queste ore il Chelsea sta aiutando attivamente la polizia per individuare i responsabili di cori sessisti e razzisti durante una trasferta in treno.