Gasperini un direttore d'orchestra si adatta ai suonatori. Europa habitat perfetto per i nerazzurri. Più gioco, meno tatticismo.

 di Luca Ronchi  articolo letto 1741 volte
Gasperini un direttore d'orchestra si adatta ai suonatori. Europa habitat perfetto per i nerazzurri. Più gioco, meno tatticismo.

Pochi giorni fa Ettore Messina, allenatore di Basket disse:"Credo che il calcio sia uno sport molto complesso da allenare, ma alcune tematiche sono comuni a ogni sport di squadra, compreso il mio. Quando mi capita di parlare in pubblico su questi temi, prendo le distanze dalla metafora dell’orchestra, con tutto il dovuto rispetto per chi la usa. Non sono d’accordo. L’orchestra suona uno spartito scritto magari centinaia di anni fa e l’esecuzione deve avvenire secondo tempi, ritmi e sentimenti di un’unica persona: il direttore. Noi allenatori non possiamo lavorare così. Dobbiamo fornire ai giocatori un canovaccio, certamente, ma essere consapevoli che ne sono solo loro gli interpreti, con tutte le variazioni possibili sul tema. Bisogna accettare la loro libertà, entro certi limiti. Mi colpì molto a suo tempo un pensiero del grande Phil Jackson che suggeriva di lasciar sbagliare i giocatori anche per due-tre volte consecutive, senza intervenire con correzioni o sostituzioni immediate, proprio per vedere chi e come era capace di trovare da solo una soluzione in campo"

Ecco, basterebbero queste parole per capire la differenza tra un buon allenatore e un mediocre. I buoni e ottimi allenatori, sono quelli che adattano i loro moduli e idee agli interpreti, i mediocri vanno avanti con il loro unico schema tattico, a costo di sacrificare alcuni giocatori (magari i più forti che fanno le fortune di una squadra), preferendo perdere con le loro idee folli che cercare di dare il timone ai veri protagonisti del calcio che sono i calciatori. Come dite? Ventura? Qualcuno ha detto Ventura? Bho, mi sembrava di aver sentito fare il suo nome?

Il miglior allenatore, è colui che fa meno danni possibili. Ogni riferimento a Ventura è puramente casuale, ma insieme all'ex CT, ne troviamo tanti sul barcone dei sopravvalutati. 

ATALANTA EUROPEA- A settembre si diceva che questa Atalanta, era paradossalmente più adatta al palcoscenico europeo. All'inizio, come tutti, ho preso per pazzo chi sosteneva tale tesi, poi ragionando e approfondendo il concetto, mi sono convinto che la teoria fosse del tutto vera analizzando l'aspetto tecnico tattico proposto da Gasperini.

Un mix tra difesa all'italiana e attacco catalano fatto di possesso palla, ricerca ossessiva del pallone in fase difensiva, pressing alto, triangolazioni veloci. Un gioco perfetto da proporre in Europa, dove il tatticismo esasperato, lascia il posto al gioco, alla fase offensiva, alla ricerca del gol con difese spesso dimenticate al loro destino. 

L'Atalanta, in questo contesto si esalta. Difende bene e riparte come una fisarmonica, anche se è un gioco che richiede la massima efficenza fisica e mentale.

In Italia si tende a giocare correndo all'indietro a difesa della propria area, all'estero, sempre avanti ALLA RICERCA DELLA PALLA E DEL GOL. E forse è anche per questo che abbiamo più infortuni muscolari e tendinei, rispetto ad altre nazioni. Correndo all'indietro, si attivano muscoli che vengono spesso trascurati come gli antagonisti. Ma qui entriamo in un altro discorso.

In Italia si fa uso al gioco orizzontale, mentre all'estero, troviamo molte più verticalizzazioni. Ora, nessuno vuole fare l'esterofilo a tutti i costi, ma questa Atalanta, nell'uno contro uno, troverà sicuramente squadre più forti, con i fuoriclasse che faranno sempre la differenza, ma con le pari grado o anche di un gradino superiore, se la può giocare con tutte.