L'analisi di Sconcerti:"Atalanta come il Leicester". Le ultime su Gasperini, un "Infatti" che fa ben sperare.

27.05.2019 12:46 di Luca Ronchi   Vedi letture
L'analisi di Sconcerti:"Atalanta come il Leicester". Le ultime su Gasperini, un "Infatti" che fa ben sperare.

Sconcerti è un tifoso della Fiorentina dichiarato, ma è un giornalista obiettivo e spesso mi trovo d'accordo con lui, perchè siamo in pochi quelli che scrivono lasciando da parte il tifo che, per definizione non è obiettivo. Personalmente ho smesso di tifare da anni, resto un sostenitore tiepido per affetto,  ma iper critico nei confronti della mia squadra, adoro allenatori come Gattuso che non cercano mai alibi, scuse, nemici esterni, polemiche. Capita a tutte le squadre del mondo di avere torti e favori, se pensate che sia tutto scritto, allora l'Atalanta è diventata la grande da tutelare a dispetto delle altre squadre, il palazzo vi fa favorito e guardando i torti arbitrali, ne ricordo solo uno in 3 campionati (Chiesa). Fatti, non seghe mentali inesistenti. I figli di doni e masiello, si rendano conto che il vento è cambiato, siete rimasti gli unici a voler vincere rubando e pensate che gli altri siano come voi. LA BATTAGLIA CULTURALE CONTINUA, adottate anche voi un bambinone terrapiattista, addestratelo, tirategli il bastone sperando che prima o poi ve lo riporti. 

 Avete fatto vittimismo nonostante un terzo posto storico, vi rendete conto della vostra follia mentale o no? Se il Palazzo ce l'ha su con voi come dite, vi auguro che continui ad odiarvi in questo modo, magari vincerete lo scudetto. Io spero che da oggi tutti si diano una calmata e cominciate a maturare un po' anche voi, perchè la società, la squadra e molti tifosi l'hanno già fatto, voi state rovinando un periodo storico incredibile per sfogare le vostre frustrazioni della vita.  

L'ANALISI DI SCONCERTI

Il risultato dell’Atalanta non è molto sotto a quello del Leicester di Ranieri. L’Atalanta ha il quattordicesimo fatturato e nessun’altra eccezione. Ha pochi giovani e molti stranieri, cambia spesso ma cambia bene. È ben gestita e benissimo allenata. Il terzo posto di oggi nel campionato di Torino, Milano, Napoli e Roma, grandi città, bacini di utenza e possibilità di stampa infinitamente superiori, equivale tecnicamente allo scudetto del Verona in tempi in cui non c’era ancora la Champions. Succede una volta ogni cinquant’anni di andare oltre le regole certe, ogni merito economico. Non è una speranza per tutti perché è davvero un principio raro, ma è almeno un’eccezione che riconcilia con l’idea di popolo. Per poco non ha fatto qualcosa di simile anche il Torino, direi a modo loro anche Sampdoria e Sassuolo.

Per capire la stranezza del nuovo calcio, quello generato dai dollari dei gas e del petrolio, un calcio ancora adolescente, basta chiedersi come fa per esempio il Milan a perdere cento milioni di gestione in un anno. Come si fa a pagare 18 milioni a stagione il prestito di Higuain e poi comprare Piatek 4 mesi dopo. Come si può essere tutti, veramente tutti, lontani dall’Europa al punto che chi vince cambia allenatore, ma la cambiano anche Inter, Roma e forse Milan, Lazio e Sampdoria. È stato un campionato inverso: la Juve ha fatto 5 punti in meno, il Napoli 12, l’Inter 3, la Roma 11, e sono tutte arrivate in testa alla classifica. Si è giocato un brutto calcio, un pessimo calcio in genere. Se vogliamo essere sinceri ha dato meno del previsto anche Ronaldo, 16 gol su azione, quanto Pavoletti, uno meno di Milik, 5 meno di Zapata. Abbiamo cambiato un sacco di allenatori, ma abbiamo mandato a casa per noia anche l’unico che ha vinto. Questa è stata la vera eccezione, l’allungarsi dell’errore delle grandi squadre: nessuna ritrova se stessa, hanno dato il tempo ad altri d’inventarsi nonostante abbiano soldi e potere. Ricominciamo adesso con una Juve diversa e una sola squadra che rimane se stessa, il Napoli. Con una lunga serie di nuovi maestri e la paura di appartenere a un altro mondo. Non è tempo di cambiare formule e calendari. È tempo di giocare bene a calcio.

GAPSERINI- Sarà il tormentone di queste ore che io non seguirò, perchè da ieri mi sto drogando di trasmissioni politiche non stop che andranno avanti fino a stanotte. Però ho avuto modo di ascoltare l'intervista di Gasperini a Sky e quando Capello gli ha detto:"Guarda che a Roma non è facile", Gasperini si è messo a ridere e ha risposto con un:"Infatti...Ora festeggiamo", poi come al solito, in queste trasmissioni, non affondano mai il colpo e cambiano subito discorso, per paura di creare chissà quali imbarazzi. 

Io penso che nella riunione con Percassi, Gasperini porrà due condizioni: più potere sul mercato e un ridimensionamento di Sartori. Questo non è un ostacolo da poco, forse più impegnativo dell'ingaggio sicuramente da adeguare, con il forte rischio di creare mal di pancia nello spogliatoio. Mai l'allenatore deve guadagnare di più del giocatore simbolo, è una regola non scritta del calcio. Vedremo se Gasperini lascerà da santo, raccogliendo le varie offerte economiche e sportive, oppure dirà subito si a Percassi, con il forte rischio di rovinare 3 anni pazzeschi.