Lampard lancia un messaggio culturale ai suoi tifosi:"Non insultate, mai più cori offensivi". In Italia sarebbe fantascienza

31.07.2019 11:18 di Luca Ronchi   Vedi letture
Lampard lancia un messaggio culturale ai suoi tifosi:"Non insultate, mai più cori offensivi". In Italia sarebbe fantascienza

Pikeyè una parola inglese usata in particolare per insultare dando dello «zingaro» (e che può significare anche «pezzente» o «vagabondo»). Ed è il termine che i tifosi del Chelsea hanno usato per definire quelli del West Ham, anche se i Blues in quel momento erano in campo contro il Reading. Al nuovo allenatore del Chelsea, Frankie Lampard, il coro contenente l’insulto era sfuggito. Il che non gli ha impedito di far sapere ai sostenitori della sua squadra che la cosa non gli è piaciuta: «Né io né il club vogliamo sentire cori che contengano offese. Il Chelsea ha una linea molto chiara su ciò che è offensivo e rafforza pregiudizi». Una posizione di fronte alla quale si può pensare che Lampard si sia sentito toccato personalmente, perché proprio al West Ham ha iniziato la sua carriera sulle orme di suo padre Frank senior.

Se pure così fosse, pazienza. Perché conta molto di più che lo stop sia arrivato da colui che come giocatore del Chelsea ha segnato più di tutti, cioè 211 gol nei 13 anni in Blues. Uno cioè che non può essere accusato di essere l’ultimo arrivato, e di non sentire la famosa «appartenenza». Che è quanto rischierebbe Maurizio Sarri, già alla seconda giornata, se chiedesse ai tifosi della Juve di evitare cori razzisti contro il Napoli. Magari spalleggiato dal collega Ancelotti, altro ex, notoriamente «un maiale» per gli juventini e che l’anno scorso ha difeso con parole coraggiose il suo centrale Koulibaly dai buu razzisti della curva dell’Inter. Curva alla quale Antonio Conte potrebbe chiedere di evitare certi insulti agli juventini, a inizio ottobre. Imprese impossibili, in apparenza. Ma perché non provarci?

IN ITALIA- Vi immaginate un appello del genere in Italia? moltiplicherebbe contro il folle che osasse dire una cosa del genere.  Perchè qui il calcio è seguito da MOLTE persone sottosviluppate, ignoranti, decisamente inferiori a livello mentale e non per altro, siamo tra gli ultimi paesi nella zona euro per cultura scolastica. C'è una carenza preoccupante, magari un euro in più speso in cultura e uno in meno nell'Atalanta, potrebbe essere una cosa utile per la crescita personale e del paese, che ne dite? Ecco, come non detto... "Solo 'Talanta, il resto avansa, pòta figa"