Tutti pazzi per Cornelius il Thor nerazzurro.

 di Luca Ronchi  articolo letto 1983 volte
Fonte: Gazzetta dello Sport
Tutti pazzi per Cornelius il Thor nerazzurro.

Nella notte di Goodison Park l’Atalanta ha urlato quello che ci aveva già raccontato, e neanche a voce così bassa, da metà settembre: è l’Europa League il giardino dove quest’anno le viene da piantare i semi migliori. E giovedì sera Andrea Cornelius ha sparso i suoi con la fretta di chi sa di dover fare tutto e subito, una volta che può: non gli capita così spesso di poterlo fare. Dodici minuti in campo (recupero compreso) e 6’ per segnare due gol. Con nove palloni giocati e due soli tiri tentati. L’incosciente spregiudicatezza di chi non sapeva ancora di essere il firmatario ultimo di un’impresa mai riuscita ad un club italiano in Europa: segnare 5 gol in trasferta ad una squadra inglese. La percentuale di un killer: anche se l’Everton era una barca ormai affondata e non più solo sballottata da onde nerazzurre.

E ORA IL LIONE Cornelius ha avuto la stessa risolutezza con cui l’Atalanta ha ribadito la sua scelta filosofica stagionale: l’obiettivo primario è l’Europa League. Visto che qualificarsi anche il prossimo maggio sarebbe stato e sarà comunque molto più difficile, a prescindere, e visto che poco cambia fra arrivare in campionato ottava-nona oppure dodicesima (l’attuale posizione in classifica, ovviamente migliorabile), può valere la pena dedicare le energie più selezionate alle parentesi europee. Come probabilmente succederà anche fra due settimane quando Atalanta-Lione varrà per il primo posto nel girone, con tutti i possibili vantaggi per poi avanzare fino agli ottavi.

OCCASIONI GOL Cornelius sa annusare l’aria europea: ci ha messo un po’ a scalare le pareti della nazionale danese ma oggi si può considerare un titolare del c.t. Hareide, e lui il Mondiale non lo vedrà da spettatore, grazie anche a due gol garantiti nelle qualificazioni. E due sono anche le reti pesanti segnate finora - vittorie contro Sassuolo e Bologna - in campionato, dove finora il centravantone è stato più incisivo che presente. Il dubbio, avallato dalla sostituzione dopo poco più di mezzora nella gara contro la Juventus, è che Gasperini non si fidi ancora totalmente di lui. E che quando ha scelto di giocare senza una prima punta di ruolo non sia stato solo per una precisa scelta tattica, ma anche perché preferisce aspettare altri miglioramenti delle attitudini di Cornelius. La certezza è che Andreas, anche perché ha altre caratteristiche, non fa ancora giocare la squadra come riesce a fare Petagna. Ovvero come vuole il Gasp. Anche se un dato riferito al solo campionato fa intravedere una potenziale incisività offensiva che prescinde dai gol segnati. In otto presenze e 304’ giocati il danese ha creato 13 occasioni da gol: la media è 1.63, mentre la media del ruolo è di 0,97.

Proprio il tecnico è garanzia di una valorizzazione futura di un attaccante che all’Atalanta è comunque costato 4,5 milioni di euro. Lo dicono i progressi evidenti di giocatori come Caldara, Toloi, Freuler, Cristante, Petagna, solo per citare quelli della rosa attuale che con la gestione tecnica del Gasp hanno modificato in meglio il loro rendimento. Ma lo dicono anche i passi avanti del danese, dimostrati proprio dall’approccio alla gara di Liverpool. Le luci più sfavillanti della bottega non si possono mica accendere solo il giovedì.