Una bella storia di calcio arriva dal "Bad boy" Nainggolan

02.08.2019 19:02 di Luca Ronchi   Vedi letture
Fonte: Gazzetta dello Sport
Una bella storia di calcio arriva dal "Bad boy" Nainggolan

Radja Nainggolan è sempre andato di corsa perché fermarsi e guardare indietro non fa parte del suo carattere. Abbandonato dal padre quando era ancora bambino, ha abbassato la testa e ha aiutato la mamma perché c’era una famiglia da tenere insieme e una sorella gemella, Rania, da sostenere. Inseguendo il sogno di un pallone si è trasferito in Italia ancora minorenne, a Piacenza, a 21 anni ha debuttato in Serie A con il Cagliari, a 25 è con la Roma, a 30 è chiamato all’Inter. Sempre avanti, lottando e contrastando e correndo. Ma l’anno scorso si è fermato. La stagione che doveva essere la consacrazione del guerriero si è trasformata in una catena di frustrazioni. Il suo acquisto da parte dell’Inter è diventato il simbolo della mancanza di lungimiranza dei dirigenti nerazzurri e di Luciano Spalletti, che per lui avevano sacrificato soldi e soprattutto una parte di futuro, mandando a Roma la speranza Zaniolo, che tanto speranza non era, ma già una certezza. Messo oggi ai margini da Conte e Marotta, obbligato a cercarsi un’avventura diversa, Radja Nainggolan per la prima volta ha girato la testa. Non ha cercato una strada verso l’alto o verso l’ignoto. Si è chiesto dove era stato felice, dove la gente lo aveva chiamato per la prima volta Ninja, dove aveva conosciuto la donna che poi ha sposato e che lo ha fatto diventare padre. Ha considerato che quella donna – Claudia – stava combattendo una lotta più importante e rischiosa di una partita di calcio, una battaglia contro un tumore scoperto poche settimane fa. L’Inter gli ha permesso di scegliere con il cuore e Radja ha detto: Cagliari. Il posto dove aveva iniziato e dove era stato felice. A volte la vita ci obbliga a ripartire. Il cammino ricomincia, Ninja. Buon viaggio.